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ITEN

Il centro di dispacciamento


Il nuovo dispacciamento


Il Dispacciamento è un’infrastruttura strategica per la gestione dei flussi di gas sulla rete di trasporto nazionale: dalla sua sala operativa vengono monitorati e telecontrollati, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, i principali gasdotti e le centrali di compressione che compongono il sistema gas italiano.

Un grande videowall, di circa 50 metri quadrati, restituisce agli operatori una visione d’insieme della rete nazionale di trasporto del gas con i principali punti di interesse e le relative informazioni di processo.

Governa e controlla il sistema di trasporto nazionale del gas per garantirne il funzionamento sicuro, affidabile ed efficiente, nonché il bilanciamento in base all’effettiva domanda di gas, che può subire significative oscillazioni nell’arco del giorno e della settimana, oltre ad avere un’a ccentuata variabilità stagionale. Basti pensare che in un giorno estivo, quando normalmente i consumi sono al minimo, il prelievo può scendere fino a 80 milioni di metri cubi, mentre in inverno, in un giorno feriale, può arrivare a superare i 460 milioni.

Come funziona

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L’attività viene svolta attraverso una complessa architettura tecnologica cui fanno capo la rete di telemetria, i sistemi remoti di trasmissione dati e i sistemi centralizzati di acquisizione, supervisione e controllo. Il cuore del sistema di controllo dei dati di processo è lo SCADA (Supervisory control and data acquisition), un sofisticato software in grado di gestire in tempo reale le variazioni di oltre 130.000 parametri relativi ai circa 3.000 impianti telecontrollati e monitorati da remoto.

La sala controllo del Dispacciamento, operativa 24 ore su 24, si occupa di monitorare costantemente i parametri di funzionamento del sistema e la disponibilità di gas dalle fonti di approvvigionamento e di elaborare le previsioni di fabbisogno.

La storia

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ANNI 60: Nasce il centro di dispacciamento

Snam crea il primo centro di dispacciamento per controllare la propria rete di trasporto che, dai circa 700 km del 1950, si era sviluppata ino a circa 5000 km di gasdotti in alta pressione, in gran parte ubicati nella pianura padana. Le tecnologie di allora si basavano sulla telefonia, sui ponti radio e sui dispositivi elettromeccanici.

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ANNI 80

Viene creato un sito dedicato alle attività di dispacciamento Per rispondere all’ulteriore ampliamento della rete, il Dispacciamento viene ulteriormente ampliato con la realizzazione di un grande edificio concepito per resistere a sollecitazioni esterne anche di grande intensità e per accogliere e ottimizzare tutti i servizi tecnologici dedicati all’attività di telecontrollo del sistema di trasporto.

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IL 2000:

Si avvia la fase di potenziamento del dispacciamento Snam pone le basi per un ulteriore potenziamento del Dispacciamento, al fine di adeguarlo ai più recenti standard tecnologici e di mantenere un livello di eccellenza nel settore del trasporto gas. Tutto questo nella prospettiva di integrazione con le altre reti di trasporto europee e di trasformazione della rete di trasporto italiana nell’hub del sud Europa, direttamente connesso con il Regno Unito tramite il gasdotto svizzero Transitgas, il tedesco TENP, la rete olandese e il gasdotto Interconnector sotto la Manica.

 
 
 
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ultimo aggiornamento
11 agosto 2017 - 16:10 CEST