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Integrazione della rete europea

Integrazione della rete europea

Snam vuole favorire una progressiva diversificazione dell’approvvigionamento energetico per garantire la sicurezza delle forniture e una maggiore flessibilità del sistema

In Italia il gas è al momento meno conveniente rispetto all’Europa settentrionale perché il nostro Paese, che è stato fino ad oggi un mero mercato di consumo per i flussi provenienti prevalentemente da Nord e da Est, ha scontato anche elevati costi di logistica. L’incremento dei flussi da Sud, reso possibile dall’evoluzione infrastrutturale in corso, posizionerà l’Italia quale hub energetico attraverso il quale compensare la contrazione della produzione nel Mare del Nord anche nei paesi dell’Europa centro- orientale.

Gli obiettivi strategici di Snam sono in linea con quelli europei:

  • Diversificazione dell’approvvigionamento di gas tramite l’apertura di nuove fonti e nuove rotte (fornitura dall’Azerbaijan attraverso Tap, sfruttamento delle risorse nel Mediterraneo Orientale, nuovi flussi di GNL);
  • Sviluppo dei corridoi energetici Sud-Nord e Ovest-Est, attraverso un potenziamento della capacità di interconnessione tramite il reverse-flow;
  • Realizzazione di un mercato unico europeo, per facilitare l’interscambio di flussi a livello continentale.

 

cartina del network di Snam

Sull’asse energetico Sud-Nord Snam sta contribuendo alla realizzazione del collegamento bidirezionale tra l’Italia e l’Europa continentale, in collaborazione con l’operatore belga Fluxys attraverso la realizzazione di capacità in reverse-flow lungo i gasdotti Trans Europa Naturgas Pipeline (Tenp)/Transitgas, che collegano Italia e Germania tramite la Svizzera. Un ulteriore impulso al progetto è dato dalla presenza di Snam (con una quota del 31,5% in joint venture con Fluxys) in Interconnector UK, gestore della pipeline bidirezionale di collegamento tra Regno Unito ed Europa continentale.

Stringendo il campo al nostro Paese, il progetto principale lungo il corridoio Sud-Nord riguarda la realizzazione di un’interconnessione dall’Italia, attraverso la Svizzera, verso la Francia e la Germania.

La crescita di Snam ha permesso di consolidare il sistema infrastrutturale europeo facilitando l’allineamento tra gli interessi dei consumatori e dei produttori, promuovendo una maggiore liquidità nel mercato del gas.

A fine 2015 Snam è entrata con una quota del 20% di Trans Adriatic Pipeline AG (TAP), la società che si occupa dello sviluppo del gasdotto che, dal confine tra Turchia e Grecia fino all’Italia lungo il Corridoio Sud, consentirà il trasporto del gas prodotto in Azerbaijan ai mercati europei, attraverso la rete italiana.

Sulla direttrice Ovest-Est, attraverso l’acquisizione nel 2013 della società francese Tigf (con una quota del 40,5%), Snam presidia un importante snodo energetico posizionato strategicamente che collega Francia e Penisola Iberica. Attraverso Tigf, Snam può contribuire all’integrazione del mercato spagnolo con quello francese e a quelli di altri Paesi europei posizionati lungo l’asse Ovest-Est.

Snam controlla inoltre con una quota consistente (84,47%) il gasdotto austriaco Tag, attraverso il quale il gas proveniente dalla Russia viene convogliato fino al confine italiano (Tarvisio). Tag rappresenta la più importante infrastruttura di importazione del gas per il mercato italiano e può essere potenzialmente utilizzata in reverse-flow verso l’Europa orientale e la Germania meridionale.

Nel dicembre 2016, è stata completata l’acquisizione del 49% di Gas Connect Austria da parte di un consorzio composto da Allianz (60%) e Snam (40%).

Un maggiore sviluppo del mercato del gas a livello italiano e la sua piena integrazione con quelli europei avranno, secondo le previsioni, un impatto positivo sui prezzi energetici, riducendo i costi per le imprese italiane e consentendo un importante risparmio alle famiglie.

L’apertura di nuove rotte e il collegamento dell’Italia con aree strategiche quali quella caspica e del Mediterraneo Orientale avrebbe ripercussioni positive anche sul sistema elettrico nazionale, legato al gas per circa il 40% della produzione. Ciò consentirebbe di massimizzare il beneficio derivante dall’attuale moderno parco centrali.

Il reverse flow

Snam ha investito risolrse rilevanti per la realizzazione del reverse flow, potenziando le infrastrutture nella pianura padana e lungo la dorsale appenninica.

Il reverse flow è il sistema che consente di invertire il flusso del gas nei metanodotti, affinché la risorsa sia in grado non solo di entrare, ma anche di uscire dal nostro sistema di gasdotti. In prospettiva, nel 2018, l’Italia disporrà di una capacità in controflusso fisico (ossia sarà in grado di riesportare gas) per 40 milioni di metri cubi al giorno o 13 miliardi di metri cubi all’anno, distribuiti tra Passo Gries (verso la Svizzera, la Germania e la Francia) e Tarvisio (verso Austria e Germania).

Questa evoluzione infrastrutturale favorirà la competizione tra fonti di approvvigionamento e rafforzerà il ruolo della Penisola come porta d’ingresso dei flussi di gas diretti all’Europa, determinando ulteriori vantaggi economici per imprese e famiglie.

Nella costruzione e nel potenziamento delle strutture Snam ha operato rispettando i più rigorosi standard ambientali, lavorando a stretto contatto con enti ed istituzioni locali e nazionali per tutelare l’ambiente e le comunità locali.

Per maggiori informazioni sui piani di sviluppo della rete europea il sito di ENTSOG - European Network of Transportation System Operators offre una serie di contenuti approfonditi.

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ultimo aggiornamento
11 agosto 2017 - 16:10 CEST