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Tendenze del gas a livello globale

Tendenze del gas a livello globale

Il 2016 ha rappresentato un punto di svolta per il gas naturale e ha visto scendere in campo nuove tendenze nel settore

Per maggiori informazioni è possibile effettuare il download della versione pdf del report, che contiene un'analisi più dettagliata e ulteriori dati e grafici.

pdfGlobal Gas Report 2017

 

Consumo di gas

 

La crescita del consumo di gas è stata in media dell’1,5% l’anno a livello globale tra il 2010 e il 2016, in linea con la crescita del consumo di energia in tutto il mondo. Il risultato è che la posizione del gas naturale nel mix energetico globale è rimasta invariata al 22,3%.

Mentre il consumo di gas è gradualmente cresciuto, si sono verificate significative variazioni negli anni tra le varie parti del mondo e nei singoli Stati. In particolare, la crescita globale di gas era vicina al 2% l’anno tra il 2010 e il 2013, è calata quasi a zero nel 2014 prima di salire nuovamente nel 2015 (1,6%) e nel 2016 (1,6%). È il risultato di diverse tendenze a livello continentale e nazionale, come il boom del gas da rocce scistose in USA, coinciso con il rallentamento dell’economia in Europa.

Per approfondimenti, numeri e case studies, consulta la versione pdf del Global gas report.

Crescita del consumo di gas

Crescita consumo di gas Snam

Prezzo del gas

 

Per tutto il 2016 il prezzo del gas è diminuito in Europa (-$1,7/MMBtu) e in Asia (-$0,9/MMBtu), ed è rimasto relativamente basso in Nord America. Oltre a una convergenza globale nei prezzi del gas naturale, questo dato riflette anche una continua riduzione della differenza di prezzo tra gas e carbone.

Il calo del prezzo del gas è dovuto principalmente a dinamiche di mercato, cioè a una crescita costante di offerta e disponibilità e a una crescita della domanda più debole. Intanto, il basso prezzo del petrolio ha generato un calo del prezzo del gas ad esso indicizzato, contribuendo ulteriormente alla tendenza al ribasso a livello mondiale, soprattutto durante la prima metà del 2016.

Storicamente, il gas naturale era un sostituto del petrolio per il riscaldamento e i processi industriali, tendenza che ha generato un innalzamento nel prezzo del petrolio, che a sua volta ha influenzato il prezzo del gas in quanto connesso a un indice di prezzo del petrolio. In seguito allo sviluppo di un mercato globale per il GNL e a un più esteso utilizzo del gas naturale, l’indicizzazione del petrolio è stata rimpiazzata dalla pratica secondo la quale si fissa il prezzo del gas in base a indici internazionali di riferimento.

Ciò consente che vi sia correlazione del prezzo del gas tra i differenti mercati, nonché una maggiore liquidità di prezzo per il gas.

Riserve e produzione di gas

 

Le stime dei dati preliminari di Cedigaz indicano che la produzione di gas globale era essenzialmente stabile nel 2016. Data la crescita del consumo a livello mondiale, la differenza tra produzione e consumo sarebbe in gran parte ascrivibile all’incremento di prelievi da stoccaggio.

A parte la discrepanza del 2016 tra produzione e consumo, la produzione globale di gas ha in generale avuto una crescita marginalmente più alta rispetto al consumo, con una media dell’1,8% tra il 2010 e il 2015. Generalmente la crescita della produzione globale è stata guidata dalla maggiore estrazione di gas naturale non convenzionale in USA, Canada, Australia, Cina e Argentina. Nel dettaglio la produzione non convenzionale rappresentava nello stesso intervallo di tempo una produzione supplementare di 332 miliardi di metri cubi rispetto a un aumento netto di 49 miliardi di metri cubi di gas convenzionale durante lo stesso periodo. Gli USA hanno guidato questo aumento della produzione con una crescita di 250 miliardi di metri cubi.

In linea generale, le riserve comprovate – che non comprendono il gas non convenzionale – sono aumentate in linea con la produzione globale, dell’1,8% l’anno nel corso dell’ultimo decennio, sebbene la percentuale sia scesa allo 0,2% l’anno dal 2010.

Tuttavia, le riserve non comprovate (che non possono essere classificate come riserve comprovate a causa di dubbi di ordine tecnico, contrattuale o regolatorio) sono cresciute molto più rapidamente. Secondo l’IEA, il totale delle riserve di gas è aumentato in media del 7,8% l’anno dal 2011, valore che ha superato quello della crescita complessiva delle riserve di petrolio e carbone (rispettivamente 1,8% e 1,3%). A guidare questa tendenza è stato l’aumento della produzione di gas da rocce scistose. Poiché il gas da rocce scistose è estratto molto più rapidamente del gas naturale convenzionale, usando tecniche differenti, e data la maggiore incertezza sul piano regolatorio, la maggior parte delle riserve globali di gas da rocce scistose è classificata come non comprovata.

Crescita nella produzione di gas non convenzionale

Commercio di gas

 

Nel 2016, il commercio di gas naturale a livello mondiale è cresciuto significativamente, e si stima che debba aumentare del 5,5% (o 57 miliardi di metri cubi). Questo valore è comparabile all’aumento, stabile ma di minore entità, nel commercio del gas tra il 2010 e il 2015, che è stato in media dell’1,1% l’anno. Due fattori spiegano questo cambiamento significativo nel 2016:

  • Primo, il commercio di GNL è risalito significativamente (del 6%, 20 miliardi di metri cubi) in seguito all’incremento delle esportazioni di GNL dall’Australia e all’apertura di Sabine Pass 1&2 in USA. La crescita dell’approvvigionamento di GNL, a sua volta, ha portato a un significativo aumento delle importazioni in Asia (del 7,2% o 17 miliardi di metri cubi), la maggior parte dei quali si è concentrata in Cina e India. I paesi del Medio Oriente hanno continuato ad aumentare le importazioni di GNL.
  • Secondo, gli scambi commerciali tramite gasdotto sono cresciuti significativamente in Europa, nel Nord America e in Cina, determinando una crescita globale del 5% l’anno (35,8 miliardi di metri cubi). La significativa crescita di consumo in Europa è stata soddisfatta ampiamente tramite gasdotti dalla Russia e dall’Algeria, comportando un aumento dell’8% nel commercio che avrebbe altrimenti registrato una stagnazione dal momento che, negli anni precedenti, il consumo europeo si era ridotto. In Nord America, le ulteriori interconnessioni dei gasdotti tra gli USA e il Canada/Messico hanno portato a un aumento degli scambi commerciali del 15%, riflettendo uno spostamento in corso verso quello che è in effetti un mercato comune del gas. In Cina lo sviluppo di gasdotti transfrontalieri ha supportato un aumento del 13% delle importazioni tramite gasdotto nel 2016.

 

Nel complesso, l’equilibrio tra gasdotto e GNL come proporzione del commercio globale di gas è rimasto stabile dal 2010, col GNL a ca. 30%. Il GNL sta anche garantendo sicurezza dell’a pprovvigionamento e flessibilità per mercati specifici; per esempio la Polonia e la Lituania hanno di recente sviluppato una capacità di rigassificazione per diversificare l’approvvigionamento dalle forniture russe.

Infrastrutture del gas naturale

 

GNL

La bassa crescita degli scambi commerciali di GNL (2%) ha portato a un calo dei tassi di utilizzo negli ultimi cinque anni, con livelli simili a quelli di un decennio fa. Le capacità di liquefazione e rigassificazione di GNL a livello mondiale stanno crescendo del 5-6% l’anno, in linea con le previsioni.

Per quanto riguarda la capacità di liquefazione, il più grande recente aumento di capacità si è verificato in Australia, che ha incrementato la sua capacità passando dai 27 miliardi di metri cubi anno del 2010 ai 90 miliardi di metri cubi anno del 2016. Questo aumento è il risultato di megaprogetti su larga scala sviluppati in Australia e dello sviluppo degli impianti GNL già esistenti in USA.

Nonostante l’aumento della capacità di liquefazione del GNL, l’utilizzo degli impianti GNL non è cresciuto allo stesso ritmo. I livelli di utilizzo degli impianti di liquefazione in tutto il mondo sono scesi dall’81% al 75% tra il 2010 e il 2015, in parte a causa del calo della produzione di gas in Egitto, che, da esportatore di GNL (per 10 miliardi di metri cubi anno) è passato agli importatori, in parte per il calo di approvvigionamento proveniente dall’Indonesia (-10 miliardi di metri cubi per anno), lo Yemen (-5 miliardi di metri cubi per anno) e Trinidad & Tobago (-4 miliardi di metri cubi anno). Intanto, l’utilizzo di impianti di rigassificazione nei paesi che importano GNL si è ridotto passando dal 33% al 29% tra il 2010 e il 2015, a causa della riduzione del consumo in Europa e del passaggio degli USA dalle importazioni alle esportazioni.

Struttura dei costi del GNL

I costi di investimento per gli impianti di liquefazione del GNL stanno scendendo di 1.000 di dollari per tonnellata di capacità, soprattutto grazie allo sviluppo dei progetti relativi ai siti industriali in USA, convertendo in liquefazione la capacità di rigassificazione esistente. Intanto, in generale, i costi di liquefazione dei nuovi impianti, come i progetti Australiani Gorgon e Ichthys, si aggirano tra i 1.000 e i 2.000 dollari per tonnellata e continuano a salire. Causa di questo aumento è una combinazione di fattori, tra cui la complessità del progetto, le aree periferiche, la necessità di infrastrutture supplementari e specifici parametri di progettazione. I costi di trasporto del GNL si stanno abbassando grazie alla maggiore efficienza di progettazione e delle operazioni delle navi metaniere: il costo medio di una nuova nave è sceso da 1.770$ a metro cubo nel 2014 a 1.420$ a metro cubo nel 2015. Nel frattempo, ulteriori modifiche alla capacità di trasporto di GNL hanno portato a un calo delle rate dei charter spot da 130.000 dollari al giorno nel 2012 a 40.000 dollari al giorno.

Gasdotti Internazionali

La capacità dei gasdotti transfrontalieri è cresciuta del 10% tra il 2010 e il 2014, tuttavia non ha subito crescite significative da allora. In quel periodo gli aumenti di capacità ammontavano a 190 miliardi di metri cubi per anno della capacità di trasporto. Il progetto più grande dell’ultimo periodo è stato il gasdotto Nordstream, in Europa, che quando è stato completato, nel 2012, ha aumentato la capacità di trasmissione della Germania di 55 miliardi di metri cubi per anno e ha aggiunto ulteriori 55 miliardi di metri cubi per anno dalla Germania ai Paesi Bassi e alla Repubblica Ceca. Anche la capacità del gasdotto asiatico è stata aumentata di recente, con connessioni tra la Cina, il Myanmar e l’Asia centrale, soprattutto il Turkmenistan: la capacità di trasmissione è così aumentata di ulteriori 40 miliardi di metri cubi per anno e altri gasdotti sono attualmente in costruzione. Altri aumenti significativi della capacità, dal 2011, hanno interessato l’Africa occidentalStre con 5 miliardi di metri cubi per anno e il tratto tra la Bolivia e l’Argentina, con una capacità aggiuntiva di 10 miliardi di metri cubi per anno.

Guardando avanti, due grandi progetti di gasdotti internazionali in fase di sviluppo includono il gasdotto TAPI, che collegherà il Turkmenistan, l’Afghanistan, il Pakistan e l’India con una capacità di oltre 30 miliardi di metri cubi per anno; e il gasdotto TANAP (Trans-Anatolian pipeline), con una capacità fino a 30 miliardi di metri cubi per anno attraverso la Turchia e fino all’Europa. Il gasdotto TAPI è arrivato in fase di progettazione ingegneristica, ma sono necessari ulteriori accordi politici prima che si passi alla costruzione completa. Nel frattempo, TANAP è ancora in fase di costruzione e ci si aspetta che venga completato per il 2020, parallelamente al gasdotto TAP, che collegherà la fornitura all’Italia attraverso la Grecia. Tra la Cina e la Russia è in via di sviluppo un’ulteriore capacità di gasdotto fino a 40 miliardi di metri cubi per anno. Tuttavia, le tempistiche per progetti simili possono essere lunghe e non molto chiare, poiché coinvolgono la geopolitica.

 

Capacità di rigassificazione

 

Iniziative politiche

 

Le iniziative strategiche del Governo volte a incoraggiare una maggiore adozione del gas come fonte energetica tendono a prender forma e a essere attuate molto lentamente, limitando significativamente lo sviluppo anno dopo anno. L’anno scorso sono stati comunque implementati due importanti sviluppi politici riguardanti la crescita del consumo di gas.

A livello globale sono state sviluppate ulteriori iniziative politiche per fissare il prezzo del carbonio. Il numero delle iniziative nazionali o subnazionali per fissare il prezzo del carbonio si è raddoppiato fino a 40 a partire dal 2011. Circa il 13% delle emissioni globali è ora legato a un determinato prezzo del carbonio, una tendenza destinata ad aumentare sino al 23% quando la Cina implementerà il modello di Emissions Trading nel 2017. L’aumento del prezzo base del carbonio nel Regno Unito è stato significativo per la transizione della produzione energetica tramite il gas.

Nuove tecnologie sono state adottate per il GNL

 

  recent trends FSRU

Il Floating GNL e le unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione (FSRU) garantiscono maggiore flessibilità per le esigenze di liquefazione e rigassificazione di GNL. Il FLNG e le FSRU permettono l’utilizzo del gas in aree periferiche, sono più scalabili e possono richiedere un impegno di capitale iniziale più basso grazie al leasing delle strutture. La capacità delle FSRU è quasi raddoppiata dal 2013, passando da 44 a 83 milioni di tonnellate per anno. Questa capacità è stata per lo più generata da Paesi in via di sviluppo non necessariamente in grado di sviluppare impianti di rigassificazione di GNL di grande portata.

Ci sono due motivi principali per usare il gas naturale nel settore del trasporto invece che i derivati del petrolio: primo, il costo delle materie prime è più basso rispetto ai prodotti petroliferi, nella maggior parte dei mercati. Secondo, produce meno emissioni di gas effetto serra e meno inquinamento localizzato rispetto ai prodotti petroliferi, soprattutto al diesel. Tuttavia, solo il 4% dell’utilizzo dell’energia nel settore del trasporto a livello mondiale viene dal gas naturale. Questo riflette il fatto che lo sviluppo di nuove tecnologie che sfidino quelle esistenti richiede tempo e investimenti. Inoltre, l’uso del gas per il trasporto è in concorrenza con molte altre nuove tecnologie, inclusi i veicoli elettrici per il trasporto via terra.

Trasporto via terra

Nelle applicazioni di trasporto via terra, il costo di capitale previsto per convertire motori e sviluppare infrastrutture di rifornimento varia significativamente nelle diverse aree del mondo. Per esempio, in USA, a causa della tipica dimensione del motore e della ridotta scala di mercato per la produzione delle tecnologie dei motori a gas, il costo di un veicolo a gas naturale compresso (CNG) può essere più alto di 8.000 dollari rispetto a un’alternativa a benzina. In Italia, tuttavia, poiché i veicoli sono più piccoli e il CNG è più diffuso, i costi di capitale possono essere inferiori ai 2.000 dollari. Nonostante il risparmio di carburante derivante dal gas naturale, si può considerare che in media il proprietario di un veicolo in USA impiega 13 anni per avere un rientro dell’investimento, in Italia invece solo un anno. Data la necessità per il gas di recuperare in anticipo i costi di capitale, i veicoli con un consumo molto elevato di carburante, come gli autocarri pesanti e gli autobus, tendono a utilizzare più frequentemente il gas naturale.

Navi per il trasporto marittimo

Un fattore fondamentale che guida il maggiore utilizzo di GNL nel trasporto marittimo è la convenzione MARPOL dell’Organizzazione Marittima Internazionale (OMI) per limitare le emissioni di zolfo, che a sua volta sta spingendo i governi nazionali ad adottare regolamenti sullo zolfo contenuto nei carburanti marittimi. A causa delle relative emissioni inferiori di zolfo del gas rispetto al tradizionale combustibile, il GNL consente alle navi e ai loro proprietari di rispettare queste regole. Tuttavia, i motori GNL sono molto più cari delle tradizionali opzioni ad olio combustibile (3-5$ milioni di costi aggiuntivi) e la conversione delle navi dalle attuali tecnologie alle nuove è davvero costosa. Quando l’OMI estenderà la sua autorità in aree geografiche non ancora presidiate, dal 2020 in poi, l’uso del GNL potrebbe aumentare molto più significativamente, ma questo dipenderà in ultima analisi dal costo totale di proprietà rispetto alle altre tecnologie, come i carburanti di origine petrolifera con basso contenuto di zolfo e gli scrubber navali.

Il ruolo della politica

Nonostante tutte le sfide che le tecnologie a gas stanno affrontando sia per uso terrestre che per uso marittimo, il consumo di gas naturale nel settore del trasporto a livello globale è cresciuto del 4,4% ogni anno dal 2010. Questa crescita è stata guidata dalla Cina, grazie a una serie di iniziative politiche volte a incrementare il consumo di gas in questo settore. Questo sostegno istituzionale include una struttura di prezzo regolato, che ha portato i prezzi del gas naturale a uno sconto tra il 60 e il 70% rispetto ai carburanti alternativi di origine petrolifera.

La Cina ha anche fornito contributi statali per lo sviluppo di motori GNL e la costruzione di stazioni di rifornimento, per abbassare i costi di capitale, sia per il trasporto su strada che per quello marittimo. In Europa, l’uso del gas nel settore del trasporto è stato una fonte di crescita per un mercato altrimenti in declino. Il ruolo del gas è stato supportato in parte dal progetto della Rete di Trasporto Europea dell’UE, che ha incoraggiato lo sviluppo di una rete di rifornimento per il GNL e il CNG. L’Italia è il più grande mercato europeo di CNG, con un milione di veicoli in circolazione.

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ultimo aggiornamento
03 ottobre 2017 - 18:35 CEST