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Biometano, il settore serra i ranghi

Siglato a Ecomondo un Protocollo della Piattaforma Tecnologica Nazionale per creare una “ struttura organizzativa”. Obiettivo: coprire il 25% del fabbisogno annuo di gas al 2030
20171109_2.jpg Si rafforza l'alleanza tra i soggetti del settore del biometano riuniti nella Piattaforma Tecnologica Nazionale con l'obiettivo di consentire di far sviluppare tale tecnologia secondo le sue potenzialità.
In occasione della Fiera Ecomondo di Rimini i soggetti aderenti (Cic e Cib come coordinatori, poi Anigas, Assogasmetano, Confagricoltura, Fise-Assoambiente, Italian Exhibition Group, Legambiente, Ngv Italy, Utilitalia) hanno siglato un Protocollo d'intesa volto a "realizzare iniziative comuni finalizzate a promuovere lo sviluppo e il ruolo del biometano verso la società civile,  le università,  le organizzazioni e le istituzioni pubbliche e private in genere".
A tale scopo, sottolinea una nota, gli aderenti "si sono impegnati a costituire una struttura organizzativa composta da rappresentanti di tutte le realtà coinvolte", in modo da "dare impulso concreto allo sviluppo del settore che potrebbe essere innovativo per la bioeconomia nei prossimi anni".
La Piattaforma intende inoltre "valorizzare le soluzioni tecnologiche innovative per far sì che l'Italia diventi uno dei principali produttori di biometano ed esprima tutto il potenziale nel futuro greening delle attività produttive, della rete gas e della mobilità".
Il comunicato sottolinea che "con un adeguato sistema legislativo a supporto l'Italia sarebbe nelle condizioni di raggiungere una produzione di 10 miliardi di mc di biometano al 2030, di cui almeno 8 da matrici agricole" non solo "senza ridurre il potenziale dell'agricoltura italiana nei mercati alimentari", ma "accrescendo la competitività e sostenibilità delle aziende agricole". La capacità di coprire il fabbisogno italiano annuo "passerebbe così dall'attuale 12-13% al 25%", mentre i nuovi investimenti creerebbero "15 mila nuovi green job".
Già oggi l'Italia è il secondo produttore di biogas europeo dopo la Germania e il quarto produttore mondiale dopo Cina, Germania e Stati Uniti. La valorizzazione del biometano, prosegue la Piattaforma, "acquisirebbe un ruolo strategico in accordo con i principi dell'economia circolare nella gestione dei rifiuti urbani, in agricoltura e nel sistema trasporti".
Sul fronte dei trasporti, conclude la nota, "un veicolo a biometano ha le stesse emissioni di un veicolo elettrico alimentato interamente a energia prodotta da fonte eolica, ovvero 5 gC02eq/Km, il 97%  in meno di un analogo veicolo alimentato a benzina". Inoltre, "sono praticamente assenti le emissioni di particolato (-90/95% rispetto al gasolio) e gli ossidi di azoto sono ridotti del 50%".

Energy Morning è un servizio di informazione su fatti e notizie relativi al mondo dell'energia. In quanto tale, i contenuti non riflettono direttamente né indirettamente la visione e la strategia di Snam sugli argomenti trattati.
 

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ultimo aggiornamento
09 novembre 2017 - 16:15 CET