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Il gas naturale nel contesto europeo
Fin dagli anni '60
l'Europa occidentale ha sfruttato la crescente offerta di gas naturale proveniente da giacimenti al
di fuori dei confini continentali. Per poter usufruire del gas asiatico e africano è stata
costruita nei decenni una fitta rete di gasdotti che oggi ha uno sviluppo complessivo di oltre
190 mila chilometri.
Il sistema interconnesso europeo, in continua espansione, si estende oggi dal Mare del Nord e
dal Baltico fino al Mediterraneo e dall'Atlantico fino all'Europa orientale e alla Siberia.
Consente di sfruttare le riserve provenienti dalle diverse aree di estrazione, di diversificare le
vie di trasporto e di operare scambi quantitativi a livello internazionale. Altri gasdotti sono in
fase di avanzata realizzazione o di progettazione: il North Stream (dalla Russia alla Germania
attraverso il Mare Baltico), il South Stream (dalla Russia alla Bulgaria attraverso il Mar Nero con
diramazioni verso l'Italia e il confine tra Austria e Slovacchia) e il Nabucco (dalla Turchia
all'Austria passando per Bulgaria, Romania e Ungheria).
Il ruolo dell’Italia
L'Italia è posta all'intersezione dei flussi di gas provenienti dal Nord Africa, dal Medio
Oriente, dal Nord Europa e dalla Russia, e in futuro dalla regione caucasica.
Grazie alla sua posizione geografica e in virtù dello sviluppo delle infrastrutture di
trasporto e della tecnologia del reverse flow, l'Italia può trasformarsi da Paese consumatore
in Paese di transito, creando in tal modo le condizioni per svolgere il ruolo
strategico di gas hub dell'Europa mediterranea.

