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Il contesto europeo

Il contesto europeo

Lo sviluppo del mercato del gas naturale è avvenuto – fino a poco più di un decennio fa – in un contesto che vedeva le società del gas sostanzialmente integrate lungo la filiera e lo sviluppo infrastrutturale sinergicamente associato alle dinamiche contrattuali di vendita.

Ciò ha permesso, a partire dai primi anni ’70, la realizzazione di direttrici di trasporto di lunga distanza tra i Paesi produttori e quelli consumatori, nonché la maggior penetrazione del gas naturale nel mix energetico di molti Paesi, inizialmente per rispondere alle esigenze del solo mercato residenziale e progressivamente a quelle del settore industriale e, più recentemente, della generazione elettrica.
 

A livello europeo solo Norvegia e Olanda possono soddisfare la propria domanda di gas naturale sulla base della produzione interna; tutti gli altri Paesi europei, in funzione del grado di penetrazione del gas nel mix energetico e dell’eventuale contribuzione della produzione domestica, devono invece ricorrere alle importazioni per la maggior parte da Paesi esterni all'Unione Europa.

Le importazioni vengono assicurate per oltre l’80% via gasdotto.
Negli ultimi anni si è progressivamente assistito a un incremento del ruolo del GNL, con contratti di approvvigionamento aventi caratteristiche analoghe a quelli per l’importazione via gasdotto ma che, generalmente, consentono maggiore flessibilità, permettendo in particolare di indirizzare i carichi di GNL in mercati diversi da quelli originariamente ritenuti di destinazione.

 

Trasporto via gasdotto

Il contesto europeo

Oggi l’Europa è attraversata da una fitta rete di gasdotti ad alta pressione con uno sviluppo complessivo di circa 190.000 km, di cui oltre 100.000 km sono concentrati tra Francia, Italia e Germania.

Il sistema interconnesso europeo, in continua espansione, si estende dal Mare del Nord e dal Baltico fino al Mediterraneo e dall'Europa orientale e dalla Siberia fino all'Atlantico, consentendo di sfruttare le riserve provenienti dalle diverse aree di estrazione, di diversificare le vie di trasporto e di operare scambi a livello internazionale. Inoltre è in grado di garantire la fornitura del gas naturale persino a fronte di problemi di approvvigionamento o punte di consumo particolarmente elevate.

 

Trasporto via nave (GNL)

Il contesto europeo

Se il gas naturale è normalmente trasportato dalle zone di produzione a quelle di consumo attraverso gasdotti, qualora detto trasporto non sia tecnicamente possibile o economicamente conveniente, il gas naturale viene liquefatto in impianti predisposti ad hoc e trasportato attraverso le c.d. “navi metaniere” fino ai terminali di rigassificazione, dove, dopo essere stato riportato allo stato gassoso, viene immesso nella rete di trasporto.

La capacità di rigassificazione contribuisce ancora in modo limitato all’importazione in Italia ma a livello europeo ha portato negli anni un contributo crescente, arrivando a coprire nel 2011 circa il 30% della capacità di importazione totale, con una significativa concentrazione della stessa in pochi Paesi (Spagna e Regno Unito rappresentano i due terzi della capacità attuale europea).

 

Stoccaggio

Il contesto europeo

La funzione prevalente dello stoccaggio è di immagazzinare il gas per un suo successivo utilizzo nei periodi di maggior fabbisogno e per compensare le variazioni giornaliere o stagionali della domanda.
Lo stoccaggio viene realizzato prevalentemente utilizzando strutture geologiche di produzione di idrocarburi opportunamente convertite (unica modalità presente in Italia) o, in paesi dove ciò è geologicamente possibile, in depositi salini o acquiferi, sia on-shore, sia off-shore. 

A livello europeo, la capacità di stoccaggio è pari a circa 85 miliardi di metri cubi di working gas, di cui 50 miliardi costituiti da giacimenti esauriti di idrocarburi dislocati prevalentemente in Germania, Francia e Italia, che da soli concentrano oltre il 55% della capacità complessiva. In Italia, la capacità di stoccaggio complessivamente ammonta a oltre 15,5 miliardi, di cui 5,1 miliardi adibiti a riserva strategica.

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ultimo aggiornamento
29 agosto 2016 - 11:48 CEST