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Innovazione e tecnologia

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Nel 2016 è stata infine avviata la sperimentazione di un sistema volto ad individuare e localizzare le perdite di gas lungo la rete di circa 33.000 Km di metanodotti dedicati al trasporto nazionale del gas. Il sistema si basa sull’analisi delle onde pressorie e dal rilevamento delle possibili perturbazioni e dal loro tempo di propagazione.

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Per Snam Rete Gas è molto importante applicare le migliori tecnologie disponibili volte ad abbattere il livello di rischio delle proprie attività e a ripristinare il territorio impattato dalla costruzione di nuovi impianti e metanodotti

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Il continuo sviluppo delle competenze tecniche e la ricerca costante di maggior efficienza sono elementi che caratterizzano fortemente il know-how di Stogit che ricerca continuamente nuove soluzioni per il settore dello stoccaggio

L’evoluzione strategica del Gruppo, in uno scenario più complesso e sfidante, richiede di fare maggiormente leva sullo sviluppo dell’innovazione e sulla valorizzazione del patrimonio tecnologico per garantire sia la capitalizzazione di quanto già realizzato che lo sviluppo di soluzioni innovative, come supporto e fonte per l’evoluzione del business.
 

Un impegno continuo in tante direzioni, che ha portato alla realizzazione di importanti progetti con l’obiettivo di incrementare costantemente la qualità dei servizi offerti: dal rinnovamento di infrastrutture nevralgiche come il nuovo Data Center – centro dati tra i più avanzati in Europa -  agli investimenti in soluzioni hardware e software all’avanguardia, come l’applicazione Gas To Go.

Per Snam Rete Gas è importante poter applicare le migliori tecnologie disponibili per abbattere il livello di rischio delle proprie attività e per ripristinare il territorio dove sono stati costruiti nuovi impianti e metanodotti. In tali ambiti, alcune delle tecnologie chiave utilizzate sono:

per le ispezioni interne dei metanodotti di grosso diametro

Le condotte adibite al trasporto di gas naturale sono una delle forme più sicure ed efficienti per trasportare energia. Per proteggere le condotte metalliche interrate dagli agenti aggressivi del terreno, esse vengono rivestite con un apposito materiale isolante: l’azione protettiva del rivestimento si integra poi con l’applicazione della protezione catodica in sede di esercizio.
Fin dai primi anni ’80, per assicurare una forma di prevenzione più efficace, Snam Rete Gas utilizza una tecnica d’ispezione del metanodotto denominata “pig intelligente” che permette di monitorarne l’evoluzione nel tempo. Tale controllo consiste nell’ispezionare internamente la condotta mediante uno strumento in grado di individuare, localizzare e dimensionare una serie di informazioni, su caratteristiche o anomalie della tubazione.
I pig intelligenti attualmente più utilizzati in Snam Rete Gas sono quelli relativi al controllo di eventuali mancanze di metallo presenti nello spessore del tubo. Tale strumento viene inserito all’interno della condotta e ne viene estratto in corrispondenza di impianti predisposti lungo il metanodotto, chiamati “trappole”, per poi essere spinto dal flusso stesso del gas trasportato.

>Per approfondire il numero di ispezioni realizzate con il pig intelligente visita la pagina Continuità del servizio.

per minimizzare l’impatto su terreni di particolare valore ambientale ed evitare lo scavo a cielo aperto

I vantaggi evidenziati dall’uso di queste tecnologie, nell’ambito della costruzione dei gasdotti, sono:

  • l’assenza di interferenze dirette con il suolo-la riduzione dei volumi di scavo e delle aree di cantiere
  • la garanzia dell’integrità delle opere preesistenti
  • un limitato disturbo sull’ambiente
  • la possibilità di posa senza vincoli di profondità
  • la riduzione dei tempi di esecuzione con un’ottimizzazione dei tracciati.

> Per approfondire le diverse tecnologie “trenchless”, visita la pagina “Tecnologie di costruzione Trenchless” sul sito Snam Rete Gas.

per tenere sotto controllo le condizioni esterne delle condotte

L’attività di manutenzione sottomarina riguarda in particolare le cinque linee che attraversano il Canale di Sicilia e lo Stretto di Messina, per una lunghezza complessiva di circa 750 chilometri. Periodicamente vengono programmate delle ispezioni per prevedere eventuali lavori di manutenzione e di stabilizzazione delle condotte sul fondo.

I controlli esterni si dividono principalmente in due gruppi, in funzione del tipo di rilievo e dei mezzi navali impiegati (di superficie o sottomarini):

  • ispezioni in prossimità degli approdi costieri
  • ispezioni in mare aperto
    Vengono inoltre realizzate ispezioni periodiche aereofotogrammetriche degli approdi costieri e nel tempo sono state realizzati dei sistemi automatici di riparazioni subacquea per interventi d’emergenza.


Per le ispezioni sottomarine, si è gradualmente abbandonato l’uso dei sommergibili con equipaggio a bordo e si è passati ad un intenso utilizzo di sottomarini filoguidati R.O.V. (Remote Operated Vehicle) dal mezzo navale di appoggio, utilizzato come supporto logistico, ausilio alla loro gestione e manutenzione a bordo, sicurezza per acquisizione ed elaborazione dei dati.

> Per approfondire le attività di manutenzione sottomarina”, visita la pagina “Attività di manutenzione sottomarina

GNL Italia, nello stabilimento di rigassificazione di Panigaglia dotato di un sistema a logica programmabile, utilizza un sistema automatico di controllo distribuito.

Il GNL viene prelevato dalle metaniere ed inviato ai serbatoi di stoccaggio tramite una condotta che attraversa il pontile dell’impianto lungo 500 metri.

La sezione di stoccaggio è costituita da due serbatoi di tipo cilindrico verticale al cui interno sono poste pompe sommerse per la movimentazione del GNL che, estratto dai serbatoi di stoccaggio mediante le pompe sommerse, viene pressurizzato e poi inviato ai vaporizzatori a fiamma sommersa che lo rigassificano.

I vapori prodotti dai serbatoi vengono recuperati tramite una colonna di assorbimento. Il gas, prima dell’ immissione nella rete di trasporto, subisce una correzione. 
Per il prossimo futuro GNL Italia ha avviato l’iter per l’ammodernamento e l’adeguamento dell’impianto che, oltre a garantire il raggiungimento di ancor più elevati standard di sicurezza ed efficienza operativa, contribuiranno ad aumentare la metanizzazione e la flessibilità dell’approvvigionamento di gas naturale in Italia.

Il continuo sviluppo delle competenze tecniche e la ricerca costante di maggior efficienza sono elementi che caratterizzano fortemente il know-how di Stogit e che la spingono a ricercare nuove soluzioni e il perfezionamento, per il settore dello stoccaggio, di tecniche utilizzate in altri ambiti e opportunamente modificate.

Le aree di ricerca sono così definite:

  • development e cioè l’innovazione tecnologica nello sviluppo dei giacimenti di stoccaggio e nell’ottimizzazione dei processi fisici;
  • asset management, gli strumenti di calcolo e software dedicati alla gestione dei dati e al monitoraggio dei parametri prestazionali del sistema di stoccaggio;
  • progetti di ricerca ad hoc, come il Progetto Bordolano


 

 

 

I progetti attivi

Nel corso dell’anno, sono proseguite o si sono concluse diverse attività di ricerca e sviluppo avviate negli anni precedenti e, nello stesso tempo, sono stati avviati alcuni nuovi progetti con potenziali ricadute in diversi ambiti dell’operatività aziendale.

Effettuata la campagna di prove su strumenti di misura della qualità del gas alternativi al gascromatografo sulla base di un protocollo di sperimentazione definito dal Politecnico di Milano. In particolare, nel 2016, si sono concluse le campagne di prove per la verifica delle prestazioni di tali strumenti in termini di misura del potere calorifico, massa volumica e contenuto di anidride carbonica. Visti i risultati positivi delle sperimentazioni condotte, si è avviata la graduale introduzione di tali strumenti nella rete di trasporto.

Sempre nell’ambito della misura del gas, sono state completate le attività tecniche di impostazione per il progetto misura che prevede l’acquisizione degli impianti di misura in corrispondenza dei punti di riconsegna della rete di trasporto e il successivo ammodernamento secondo i più elevati standard tecnologici con l’obiettivo di aumentare la disponibilità e l’affidabilità dei dati di misura dell’energia transitata presso i punti di riconsegna della rete di trasporto.

Nell’ambito delle attività stoccaggio, durante il 2016, in seguito alla necessaria sperimentazione effettuata nei due anni precedenti, si è conclusa l’installazione presso due centrali del sistema di misura del gas naturale a ultrasuoni di tipo Clap on.

Proseguita la collaborazione in seno al gruppo europeo di ricerca GERG (European Gas Research Group, www.gerg.info), cui partecipano altri trasportatori e distributori europei di gas naturale, con riferimento, in particolare, al progetto per la valutazione di metodiche di stima delle emissioni di gas naturale, che si è concluso valutando anche misure reali di fughe di gas. Sempre nell’ambito del GERG, Snam Rete Gas partecipa ad un progetto per lo studio dei potenziali impatti, su tutta la filiera del gas, dei componenti chimici presenti in tracce nel biometano al fine di creare le condizioni per lo sviluppo in sicurezza del biometano quale fonte di immissione di gas nella rete di trasporto.

Nel corso del 2016 è proseguito il progetto “Evoluzione Sistemi di Telecontrollo”, con l’obiettivo di assicurare l’evoluzione tecnologica degli apparati di campo e delle modalità con le quali gli stessi vengono interconnessi e gestiti, al fine di potenziare il governo ed il monitoraggio della rete di trasporto.

In particolare il progetto si propone di assicurare: (i) l’aggiornamento tecnologico degli apparati di campo per l’acquisizione dei dati tecnici e di processo; (ii) la standardizzazione dei protocolli trasmissivi e dei sistemi di acquisizione; (iii) l’evoluzione tecnologica della rete digitale terrestre di Snam Rete Gas; e (iv) l’evoluzione del sistemi di monitoraggio e di supervisione.

Nell’ambito delle attività di stoccaggio, a seguito di una sperimentazione effettuata in campo, è stato avviato un progetto per l’installazione di sistemi di tipo fonometrico per il rilevamento di eventuali perdite accidentali degli impianti, che consentono interventi di blocco rapidi ed efficaci. Nel 2016 si è appunto conclusa l’attività di installazione presso 6 centrali. L’ultima installazione è prevista per il 2017

Proseguita la collaborazione ai progetti di ricerca dell’EPRG (European Pipeline Research Group, www.eprg.net), associazione di ricerca su tematiche relative alle condotte cui aderiscono le principali società di trasporto gas e di produzione di tubi in ambito europeo, che riguardano:

  • lo studio di un nuovo modello per la valutazione dell’integrità di condotte sottoposte a danneggiamento meccanico;
  • la formulazione di criteri per la valutazione non conservativa di anomalie geometriche in corrispondenza di saldature circonferenziali;
  • uno stato dell’arte delle proprietà degli acciai di condotte interrate da oltre 40 anni.

Inoltre, nel corso del 2016 sono stati ultimati alcuni progetti di particolare interesse: una valutazione sperimentale della resistenza di curve realizzate in campo con processo di piegatura a freddo e uno studio dei test da laboratorio per la simulazione della perdita di adesione dei rivestimenti esterni.

Sempre nel corso del 2016, è stato avviato un progetto riguardante gli aspetti di protezione dalla corrosione della rete di trasporto. L’attività, svolta in collaborazione col Politecnico di Milano, è finalizzata ad individuare opportunità di miglioramento e di adeguamento tecnologico del sistema di Protezione Elettrica attualmente esistente. A conclusione di tale studio, nel corso del 2017 si darà avvio al progetto pilota, volto a sperimentare in campo apparati e soluzioni operative.

Nell’ambito dello Stoccaggio, per quanto riguarda i nuovi progetti di esercizio dei giacimenti in condizioni di sovrappressione e di potenziamento dei sistemi di monitoraggio, proseguono le attività per la realizzazione e installazione dei prototipi di monitoraggio geochimico e microsismico.

In particolare, relativamente ai progetti di esercizio dei giacimenti in condizioni di sovrappressione sperimentati, attualmente fino a un massimo del 110% della pressione iniziale di giacimento, proseguono le attività di installazione delle attrezzature per il monitoraggio microsismico (reti di superfice e sensori di pozzo) e geochimico (stazioni di superficie).

Nel corso del 2016 Stogit ha dedicato particolare importanza alle attività finalizzate al monitoraggio della microsismicità, attraverso un potenziamento delle proprie reti e un loro adeguamento a standard di eccellenza tecnologica. Fra le attività mirate a garantire prestazioni di elevata qualità si segnala in particolare lo sviluppo di un nuovo sistema di gestione e di elaborazione automatica dei dati denominato AMPIS (Authomatic Microseismic Processing and Interpretation System) che si prevede di rendere attivo dal 2017 e verrà esteso gradualmente a tutte le concessioni.


 

 

 

Avviata la fase realizzativa del “Sistema Manutenzione Asset Rete Trasporto Gas” che prevede, in particolare, la revisione complessiva dei processi di lavoro e delle normative relative alla rete di trasporto, alle centrali di compressione, di stoccaggio, agli impianti di misura e di telecontrollo. In particolare, nel corso dell’anno gli addetti e i tecnici che si occupano di attività manutentive e di misura sono stati dotati di “device” di nuova generazione, abilitati all’utilizzo di nuovi pannelli cartografici ed alla rappresentazione in tempo reale di informazioni aggiuntive legate all’ambiente circostante (es. impianto) attraverso tecnologie di “Realtà Aumentata”. Nel corso del 2016 il progetto ha continuato il suo sviluppo con l’obiettivo di ultimare le attività a fine 2017.

Nel 2016 è stata infine avviata la sperimentazione di un sistema volto ad individuare e localizzare le perdite di gas lungo la rete di circa 33.000 Km di metanodotti dedicati al trasporto nazionale del gas. Il sistema si basa sull’analisi delle onde pressorie e dal rilevamento delle possibili perturbazioni e dal loro tempo di propagazione.
 

Sulla base dello studio, con la collaborazione del Politecnico di Milano, per l’applicazione di sistemi di cogenerazione ad alto rendimento (CAR) nelle centrali di compressione, nel corso del 2016 è stata completata la progettazione per la realizzazione di due sistemi di trigenerazione presso le centrali di compressione di Gallese ed Istrana. Tali sistemi consentono l’autoproduzione di energia elettrica degli impianti con recupero di calore per il sostentamento di utenze termiche e di raffrescamento della centrale. I sistemi sono catalogati come impianti di cogenerazione ad alto rendimento con i benefici di ottenimento di certificati bianchi.
 

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ultimo aggiornamento
18 aprile 2017 - 12:20 CEST