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Ritrovamenti archeologici

Ritrovamenti archeologici

Per conservare e valorizzare le testimonianze del passato, che affiorano dal sottosuolo, Snam ha adottato un modo di agire che è oggi una best practice riconosciuta a livello internazionale

In più di 70 anni di storia, per garantire la sicurezza energetica dell’Italia, Snam ha posato le sue infrastrutture lungo tutta la Penisola, dalle Alpi al Mar Mediterraneo. La realizzazione di oltre 32.000 chilometri di rete su un’orografia complessa e su un territorio tanto ricco di storia ha portato la società a sviluppare un’attenzione particolare alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e anche dei beni archeologici.

Per far sì che le testimonianze del passato siano non solo conservate, ma anche valorizzate e fatte conoscere, Snam ha adottato un modo di agire sul territorio che è oggi una best practice riconosciuta anche a livello internazionale.

Durante tutte le fasi di realizzazione dell’opera, Snam si avvale del contributo specialistico di un team archeologico individuato secondo le indicazioni della competente Soprintendenza. I professionisti che affiancano Snam e le imprese incaricate per la posa dei metanodotti sono presenti costantemente nei cantieri e hanno il compito di supervisionare i lavori sotto il profilo archeologico, condividendo in tempo reale con la Soprintendenza gli avanzamenti dell’opera, i risultati delle indagini e gli eventuali approfondimenti da effettuare.

Campofilone

Ritrovamenti archeologici Marcellina

Durante i lavori per l’allacciamento dell’area di servizio Piceno Est, nell’area di Campofilone sono riemersi insediamenti rurali di età romana. Si tratta, nello specifico, di alcuni settori di una grande villa che, allo stato attuale delle indagini, mostra uno sviluppo lineare di almeno 80 metri e che, per estensione e articolazione, rappresenta un unicum per l’area costiera che si sviluppa da Fermo fino a San Benedetto del Tronto.

Marcellina

Ritrovamenti archeologici Marcellina

Il cantiere per la realizzazione di una variante del metanodotto “Mediterraneo-Italia”, nell’inverno 2017, ha consentito di recuperare un vasto complesso di età romana, dotato di strutture monumentali e raggiunto da una via lastricata, di cui si ignorava l’esistenza.
Risalente al II-I secolo a.C., si inserisce, probabilmente con destinazione artigianale-produttiva, fra le numerose ville rustiche e rustico-residenziali che costituiscono la caratteristica archeologica più significativa del versante sabino del Parco Regionale Naturale dei Monti Lucretili.

Santhià

Durante i lavori del metanodotto “Vercelli-Cavaglià” del 2015 sono stati riportati alla luce i resti di una villa romana databile al I secolo d.C., insieme a numerosi utensili e oggetti di pregio, indicativi di una comunità benestante e stanziale insediatasi nel vercellese. La scoperta della domus è stata infatti successiva al ritrovamento di una necropoli a poca distanza.

Terracina

Ritrovamenti archeologici Terracina

La manutenzione e messa in sicurezza del metanodotto che attraversa il territorio comunale in località La Valle ha permesso, nel corso del 2017, di scoprire un recinto funerario per sepolture, le mura di cinta di una villa di una lunghezza complessiva di almeno 50 metri e una strada antica che costituiva uno degli assi principali paralleli all’Appia che attraversavano la località in senso nord-ovest/sud-est, cioè i cosiddetti decumani centuriali.

Mulazzano

Ritrovamenti archeologici Mulazzano

Nel corso delle attività di realizzazione del metanodotto Cervignano-Mortara, una delle infrastrutture chiave per il potenziamento della direttrice Est-Ovest di trasporto del gas naturale attraverso la Pianura Padana, sono stati rinvenuti reperti di epoca romana (I-IV Secolo d.C.) nel lodigiano. I resti riguardano probabilmente un piccolo insediamento rustico e sono costituiti da numerosi frammenti laterizi dalla tipica forma con alette e ciottoli allineati riferibili a fondazioni di strutture. Accanto ai basamenti, si sono ritrovate tracce di un’antica cisterna e manufatti adibiti a contenitori per le derrate alimentari.

Basalica di Calvisano

Ritrovamenti archeologici Calvisano

Durante i lavori per la realizzazione del metanodotto Snam Zimella-Cervignano d’Adda, le attività di indagine archeologica preventiva condotte in località Basalica di Calvisano (BS) dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, hanno rinvenuto una vasta area destinata nel corso dei millenni a luogo di sepoltura. La necropoli comprendeva tre tombe a fossa e una con struttura più complessa, costituita da una grande fossa quadrangolare al cui interno c’era una bassa piattaforma. I rituali di tumulazione hanno permesso di datare il rinvenimento all’età del Rame.

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ultimo aggiornamento
26 marzo 2018 - 17:38 CEST