Storia di una Società sostenibile

Storia della sostenibilità

  • '40 - '50
  • '60 - '70
  • anni '80
  • anni '90
  • 2000 - 2003
  • 2003 - 2012



 

storia_01 Anni '40 e '50

La ricerca di idrocarburi in Italia comincia nei primi anni Quaranta, ma solo nel decennio successivo, con la scoperta in Val Padana di consistenti giacimenti, prende avvio una vera e propria attività industriale di ricerca mineraria, produzione, trasporto e distribuzione del gas naturale.

 

   

storia_02Il 30 ottobre 1941 L'Ente Nazionale Metano (costituito nel ‘ 40), l’o A gip, le Regie Terme di Salsomaggiore e la Società Anonima Utilizzazione e Ricerca Gas Idrocarburati (Surgi) danno vita alla Società Nazionale Metanodotti (Snam) per la costruzione e l’e sercizio dei metanodotti, la distribuzione e la vendita del gas.Nei primi anni, lo sviluppo delle reti e dei consumi interessa il settore industriale della Pianura Padana. I prelievi tendenzialmente uniformi nel tempo e la limitata estensione territoriale assicurano all’industria del gas, fortemente sensibile agli investimenti per il trasporto, economicità fondamentali per il suo decollo.

  



 

azienda_storia_foto1 Anni '60 e '70

Agli inizi degli anni Sessanta la produzione supera il ragguardevole livello di 6 miliardi di metri cubi e contribuisce a portare al minimo storico, vicino al 50% la dipendenza energetica dall’e stero. La rete dei gasdotti raggiunge l’estensione di 4.600 km. Siamo negli anni del boom economico e i nuovi ritrovamenti nella Valle Padana, nell’off-shore dell’Alto Adriatico, nel Centro Sud ed in Sicilia danno un importante contributo allo sviluppo del paese.

  

  

azienda_storia_foto2La richiesta di gas naturale in questo decennio cresce a ritmi del 7% all’anno e questa risorsa assicura la copertura del 10% della domanda di energia.
Incominciano a prendere consistenza anche il settore degli usi civili, dove tale fonte va a sostituire nelle reti cittadine il gas manifatturiero, ed il comparto della chimica, anche per la produzione di fertilizzanti. Nella seconda metà degli anni Sessanta la dinamica dei consumi porta la domanda a valori vicini al limite delle capacità produttive nazionali, per cui viene presa la decisione di rivolgersi al mercato internazionale e di effettuare investimenti per la realizzazione di un impianto di rigassificazione del gas naturale liquefatto e di gasdotti di importazione.La rete dei metanodotti raggiunge nel 1970 gli 8.000 km ed assume sempre più una dimensione veramente nazionale. 
Tra il 1967 e il 1970 viene realizzato in località Fezzano di Porto Venere (SP) l’impianto di ricezione e rigassificazione del gas naturale liquefatto. Nel 1971 al pontile dell'impianto ormeggiano le prime navi metaniere cariche di gas naturale liquefatto proveniente dalla Libia.

 

azienda_storia_foto3Il primo maggio 1974 arriva a Sergnano (CR), attraverso il primo gasdotto russo, il gas proveniente dai giacimenti siberiani, dopo un viaggio di migliaia di chilometri, di cui quasi 400 in Italia. Nel 1974 entra in esercizio anche il gasdotto di 830 km che consente l'importazione in Italia del gas del giacimento di Groningen (Olanda). 
L’aumento della disponibilità, legato all’attivazione delle importazioni da Olanda, URSS, e Libia, coincide con la prima crisi petrolifera la quale propone favorevoli condizioni di mercato per la penetrazione del gas La produzione nazionale si attesta ad un livello medio di 13 miliardi di metri cubi all’anno, pur raggiungendo punte di poco inferiori ai 16 miliardi di metri cubi a metà degli anni Settanta. Nello stesso periodo i consumi raddoppiano, passando da quasi 13 ad oltre 27 miliardi di metri cubi annui, ed il settore domestico trova grandi spazi di crescita, raggiungendo il 40% della domanda totale di gas.



 

storia_03 Anni '80

La realizzazione del progetto d’importazione dall’Algeria consente all’industria del gas di presentarsi all’appuntamento degli anni 80 pronta a sostenere gli ulteriori sviluppi del mercato che consolida il crescente ruolo raggiunto dal gas naturale quale principale elemento di diversificazione dalla dipendenza dal petrolio.Per trasportare attraverso l’Italia il gas di provenienza algerina la Snam realizza un gasdotto unico al mondo TRANSMED (dal 1978 al 1983) che, dalla Sicilia arriva nella Pianura Padana, dopo un viaggio di 1.420 km in territorio italiano che si aggiungono agli oltre 1.000 km via mare o all’e stero. Oltre 40 cantieri, 2500 uomini, un milione di tonnellate di acciaio, 190 km di mare attraversati: bastano poche cifre per rendersi conto dell’entità dell’impresa.

storia_04Sul fronte della domanda negli anni 90 è continuato il costante sviluppo del mercato civile, trova spazi più importanti il settore termoelettrico e recupera mercato il comparto industriale. Il raggiungimento di questo risultato è stato possibile grazie ad una grande diffusione del servizio attraverso una rete che nel corso del decennio 80-90 si è sviluppata ad un ritmo di 800 km all’anno raggiungendo nel 1989 i 22.400 km. Lo sviluppo della rete gasdotti implica l’attraversamento di numerosi ostacoli naturali e artificiali e l’attraversamento di zone di pregio paesaggistico ambientale. Il tracciato dei gasdotti è scelto tra diverse alternative sulla base di considerazioni relative all’i mpatto ambientale, alla sicurezza del trasporto e alla fattibilità tecnica ed economica.



 

storia_05 Anni '90

Per potenziare le importazioni negli anni Novanta viene effettuato il raddoppio del Transmed, vengono effettuati i lavori di potenziamento del gasdotto di importazione dal Nord Europa, che consentirà l'arrivo, oltre del gas olandese, del gas estratto dai pozzi del Mare del Nord. Alla fine degli anni 90 la rete di trasporto raggiunge una lunghezza di 29.000 km e vengono trasportati oltre 67 miliardi di metri cubi di gas naturale.Durante la fase di costruzione di nuove infrastrutture si cerca di evitare o di ridurre al minimo il passaggio in aree di rilevante interesse naturale o culturale, aree archeologiche, aree geologicamente instabili e aree abitate e vengono utilizzate le migliori tecnologie che interferiscono il meno possibile con l’ambiente circostante. Nelle opere di ripristino vengono adottate tecniche sempre più efficienti e mirate alle condizioni ambientali specifiche.

Nel 1994 vengono installate nelle centrali di compressione gas le prime turbine a gas di nuova generazione a basse emissioni inquinanti. Negli anni successivi si investiranno parecchie risorse per rinnovare il parco delle turbine a gas esistenti. Per il controllo periodico delle emissioni in atmosfera degli impianti vengono acquisiti autolaboratori appositamente attrezzati.

storia_06Nel 1995 viene pubblicato il primo Bilancio Ambientale strumento di carattere volontario adottato per rendere pubblici i dati relativi agli aspetti ambientali. Dal 1995 in poi la pubblicazione di questi documenti, sempre via via innovati, diventa un appuntamento annuale, per favorire un dialogo aperto e costruttivo con tutti i Stakeholder. 

Nel 1995 viene avviata una significativa esperienza di approccio partecipato nella proposta progettuale del nuovo terminale di gas naturale liquefatto previsto a Monfalcone (GO). Viene elaborato uno studio, dialogando con i cittadini, associazioni, organizzazioni economiche, sindacali, politiche ed istituzioni per valutare gli aspetti ambientali, economici e sociali legati all’eventuale insediamento del terminale. Nel 1996 l’esperienza si conclude con l’abbandono del progetto a seguito dell’esito negativo del referendum svolto tra la comunità locale.

Tra il 1990 e il 1996 viene ammodernato l’impianto di rigassificazione del gas naturale liquefatto di Panigaglia. La riqualificazione ambientale viene eseguita sulla base del progetto elaborato dalla scuola di Architettura del Paesaggio dell’Università di Genova, per favorire l’i nserimento dello stabilimento nel paesaggio circostante.

Nel 1997, per la riduzione delle emissioni che arrecano danno all’ozono stratosferico, inizia la campagna di riconversione, nelle centrali di compressione gas, degli impianti antincendio che utilizzano Halon e HCFC con estinguenti alternativi a basso impatto ambientale.

  



 

storia_07Anni 2000-2003

Nel 2000 vengono ottenute le certificazioni di conformità alle norme internazionali UNI EN ISO 14001 da parte dell’Ente di certificazione DNV Italia (Det Norske Veritas) dei sistemi di gestione ambientale delle centrali di compressione gas e dell’impianto di rigassificazione del gas naturale liquefatto di Panigaglia. Viene inoltre sviluppato il sistema di gestione della salute e sicurezza dei lavoratori nel rispetto delle linee guida BS 8800. Il decreto legislativo 164/2000 recepisce la direttiva europea per la liberalizzazione del mercato del gas e stabilisce la separazione societaria, entro il 1° gennaio 2002, delle attività di trasporto, dispacciamento e rigassificazione da tutte le altre attività (quali ad esempio l'approvvigionamento e la vendita) della filiera del gas naturale.

A novembre 2000 è costituita la società Rete Gas Italia che dal 1° luglio 2001 diviene operativa ricevendo in conferimento da Snam S.p.A. (ora Eni) gli assetti tecnologici, le attività e il patrimonio di competenze nel trasporto e dispacciamento di gas naturale e di rigassificazione di gas naturale liquefatto.

storia_08In data 27 luglio 2001, è costituita la società GNL Italia S.p.A., controllata al 100% da Rete Gas Italia S.p.A. con lo scopo di gestire le attività di rigassificazione di gas naturale liquefatto in Italia svolte da Rete Gas Italia.

A ottobre 2001 nasce Snam Rete Gas, il nuovo marchio unisce la notorietà e il prestigio del nome Snam, protagonista negli ultimi cinquant’anni dello sviluppo del metano in Italia, all’attività specifica della Società, incentrata nel trasporto del gas naturale, segnalando la continuità della capacità imprenditoriale, unita alla cultura della sicurezza e della tutela ambientale.

Dal 6 dicembre 2001 le azioni di Snam Rete Gas sono quotate sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito dalla Borsa Italiana S.p.A. L'operazione di collocamento, avvenuta in un momento particolarmente delicato dei mercati internazionali si concluse in tempi rapidi e con grande successo.In data 18 dicembre 2001 il Presidente di Snam Rete Gas approva la nuova politica di salute, sicurezza e ambiente.

storia_20Dal 18 marzo 2002 l'azione Snam Rete Gas è inclusa nell'indice MIB30 e da settembre 2002 è inserita nella famiglia di indici di sostenibilità "FTSE4Good”, internazionalmente riconosciuti dalla comunità finanziaria per la loro importanza ed influenza nella composizione di benchmark e dei portafogli etici.

Per gestire e affrontare il nuovo contesto del mercato del gas, le diverse fasi di ottimizzazione organizzativa vengono gestite e affrontate in maniera equilibrata nell’ambito delle relazioni industriali, il rapporto con le organizzazioni sindacali, improntato su un modello di partecipazione e concertazione.

Le prestazioni dei fornitori/appaltatori vengono assicurate da un processo di selezione e qualifica, gestite da unità aziendali preposte che si avvalgono, quando necessario, del supporto di unità specialistiche anche in materia di salute, sicurezza e ambiente.

Alla fine dell’anno 2002 la nuova centrale di compressione gas di Masera, ripotenziata da 11 a 33 MW, è entrata in esercizio in seguito al maggior quantitativo di gas importato dal Nord Europa. Nonostante l’incremento della potenza installata gli impatti ambientali sono minimizzati grazie all’uso delle migliori tecnologie disponibili.

L'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas con Delibera n. 75/03 del 1° luglio 2003, pubblicata il 4 luglio 2003, ha approvato il Codice di Rete di Snam Rete Gas. Tra le novità introdotte assume rilevanza l'assegnazione di capacità di trasporto che dal 1° ottobre 2003 avviene anche su base pluriennale fino ad un massimo di cinque anni termici.

Il 1° ottobre 2003 è stato avviato sul sito internet di Snam Rete Gas il “Punto di Scambio Virtuale” presso il quale è consentito agli Utenti di effettuare transazioni bilaterali di compravendita di gas a frequenza giornaliera.

    



 

storia_09 Anni 2003-2010

Dal 2003 al 2006 sono stati effettuati i lavori per il potenziamento delle importazioni di gas naturale dalla Russia, e sono entrati in esercizio alcuni tratti dei metanodotti del progetto di potenziamento delle infrastrutture per l’importazione dall’Algeria attraverso il gasdotto transmediterraneo e dalla Libia attraverso il nuovo gasdotto Green Stream realizzato dall’E ni. Nel 2004 si è concluso il programma, iniziato nel 1999, che ha portato all’installazione di 25 nuovi impianti antincendio ad acqua nebulizzata in sostituzione degli impianti antincendio a NAF-S-III presenti nelle unità di compressione delle centrali di compressione gas in esercizio. Il Consiglio di Amministrazione nell’adunanza del 23 aprile 2004, ha approvato il Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi di quanto previsto dal D.Lgs. n° 231 dell’8 giugno 2001 e ha nominato i componenti dell’Organismo di Vigilanza.

 Nel dicembre 2005, a seguito del recepimento italiano della normativa Emission Trading, in Società vengono definiti i ruoli e le responsabilità per la gestione delle quote di emissione dei gas ad effetto serra (GHG).

storia_10Nel 2005 particolare attenzione è stata dedicata alla comunità ed al territorio di Portovenere (La Spezia), ove è ubicato l’impianto di rigassificazione di gas naturale liquefatto Sotto la supervisione scientifica e metodologica della fondazione Eni Enrico Mattei, GNL Italia , Comune di Portovenere, Parco Naturale di Porto Venere e Acam, collaborano ad un progetto teso a realizzare, per la prima volta in Italia, un bilancio territoriale di sostenibilità.

Nel 2005 il comitato scientifico istituito dal Parco dei Nebrodi ha approvato il progetto di ripristino vegetazionale elaborato in collaborazione con l’Università di Palermo e proposto per la rivegetazione del tracciato del metanodotto Bronte - Montalbano

Nel 2006 il gas naturale immesso nella rete di trasporto è stato pari a circa 88 miliardi di metri cubi e l’estensione della rete dei gasdotti ha raggiunto i 30.889 km. La potenza installata nelle centrali di compressione è di 758 MW costituita dal 64% da turbine a gas a basse emissioni. Sono stati ripristinati territori per 396 km di metanodotti, di cui 33 km in parchi e 52 km in zone boscate.

Nel corso del 2006 sono stati effettuati incontri con circa 100 sindaci ai quali sono stati illustrati preventivamente i progetti di costruzione di nuovi metanodotti prima dell’inoltro delle autorizzazioni.

Negli ultimi cinque anni la capacità di trasporto disponibile ai punti di importazione interconnessi con l’estero è incrementata del 34%, passando da 221 milioni di Sm3/g a fine 2001 a 297 milioni di Sm3/g all’inizio dell’anno termico 2006-2007. Tutte le richieste di capacità di trasporto e di rigassificazione da parte degli Utenti sono state soddisfatte.
Nel 2006 per una sempre migliore attuazione dei principi dello sviluppo sostenibile sono state istituite specifiche strutture organizzative alle dipendenze della nuova “Direzione Salute, Sicurezza, Ambiente, Sostenibilità e Tecnologie”. È stato inoltre costituito il Team di Progetto Sostenibilità che coinvolge trasversalmente tutte le Direzioni aziendali.

storia_21Le attività di trasporto del gas naturale e di rigassificazione del gas naturale liquefatto svolte da Snam Rete Gas rende disponibile una fonte energetica a basso impatto ambientale, che nel 2006 ha soddisfatto circa il 36% del fabbisogno energetico in Italia e che permette di migliorare l’efficienza energetica, di ridurre le emissioni in atmosfera e di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra secondo gli impegni del Protocollo di Kyoto.

A novembre del 2007 Snam Rete Gas si è aggiudicata l’oscar di Bilancio 2007 per la governance societaria, premio promosso e gestito dalla FERPI.

Nel 2007 viene pubblicato il primo bilancio di sostenibilità che presenta la visione, le strategie, i risultati e gli impegni relativi alla governance di impresa, alle persone, alla salvaguardia dell’ambiente ed alle relazioni con le comunità e il territorio, per favorire un dialogo trasparente e costruttivo e consolidare la collaborazione con tutti gli stakeholder.

A partire dal 2007 il CdA si è riservato un ruolo centrale nella definizione delle politiche di sostenibilità e nell’approvazione del Bilancio di Sostenibilità.

Nel 2008 e nel 2009 vengono pubblicati il secondo e il terzo bilancio di sostenibilità come occasione per misurare concretamente e presentare agli stakeholder gli sforzi compiuti sui temi dello sviluppo sostenibile. In particolare, durante l’anno appena concluso, lo sforzo è stato quello di attuare gli impegni assunti e consolidare gli importanti risultati già conseguiti sul fronte dell’eccellenza e trasparenza dei processi di gestione. 

Nel 2009 sono state acquisiti da Eni l’intero capitale di Stogit, maggiore operatore italiano nel settore dello stoccaggio del gas naturale, e di Italgas, principale operatore italiano nell’a ttività di distribuzione del gas, consentendo di creare un unico operatore integrato nelle attività regolate del settore del gas in Italia, al primo posto nell’Europa continentale per dimensione del capitale investito a fini regolatori. 

A settembre 2009 Snam Rete Gas entra nel DJSI World (Dow Jones Sustainability World Index), il primo e più prestigioso indice borsistico mondiale di valutazione della responsabilità sociale delle imprese. A ottobre 2009 Snam Rete Gas aderisce al Global Compact l’iniziativa internazionale avviata nel luglio 2000 dalle Nazioni Unite per sostenere dieci principi universali relativi ai diritti umani, al lavoro, all’ambiente e alla lotta alla corruzione. A dicembre 2009 Snam Rete Gas è entrata a far parte dell’indice “ECPI Ethical Index Global”, ricevendo anche la conferma dell’i nclusione negli altri due indici “ECPI Ethical Index Euro” e “ECPI Ethical Index EMU”, nei quali la Società era stata selezionata nel corso del 2008. 

A inizio 2010 Snam Rete Gas è stata selezionata nel gruppo di eccellenza SAM Silver Class 2010 e insignita, per il settore Gas Distribution, del titolo SAM Sector Mover 2010. A marzo 2010 Snam Rete Gas si è aggiudicata il premio “Creatori di Valore” - sezione dedicata alle grandi Aziende - nell'ambito del Milano Finanza Company Awards 2010.

A marzo 2010 il CdA approva il Bilancio di Sostenibilità 2009 che per la prima volta rendiconta sulle esperienze di tutte le società del Gruppo.
Nell’autunno 2010 Snam Rete Gas porta l’iniziativa “Puliamo il mondo” e le sue buone pratiche ambientali nelle scuole italiane incontrando più di 300 studenti e aprendo alla cittadinanza alcuni dei suoi impianti.
A marzo 2011 il titolo Snam Rete Gas, confermato anche per il 2010 nell’indice Dow Jones Sustainability World, è stato inoltre selezionato in un ulteriore raggruppamento di eccellenza, il SAM Bronze Class 2011, che nell’ambito del settore Gas Distribution identifica le migliori compagnie in termini di score conseguito.

A gennaio 2012 viene recepito il Terzo Pacchetto energia a seguito del quale Snam ha cambiato la sua struttura societaria rafforzando nel contempo le proprie caratteristiche di specializzazione e indipendenza e continuando a preservare le efficienze realizzate dopo le acquisizioni di Stogit e Italgas avvenute nel 2009. Il nuovo assetto societario comprende una corporate con quattro società operative responsabili delle strategie e dei risultati. Tra fine 2011 e inizio 2012 è partito un progetto finalizzato all’approfondimento del concetto di Valore Condiviso, avviando un percorso nel quale coniugare l’interpretazione della sostenibilità in chiave di “protezione del valore” con un approccio più orientato alla “creazione di valore” per la Società e le Comunità in cui opera.

  

Page Alert ultimo aggiornamento 23 luglio 2012 - 15:44 CEST