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Company profile e strategia

Snam e il modello di business

Snam è una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo e una delle maggiori aziende quotate italiane per capitalizzazione. Grazie a una rete sostenibile e tecnologicamente avanzata, garantisce la sicurezza degli approvvigionamenti e abilita la transizione energetica. Oltre che in Italia opera, attraverso consociate, in Albania (AGSCo), Austria (TAG, GCA), Emirati Arabi Uniti (ADNOC Gas Pipelines), Francia (Teréga), Grecia (DESFA) e Regno Unito (Interconnector UK) e ha recentemente avviato l'attività anche in Cina, India e Stati Uniti. È, inoltre, uno dei principali azionisti di TAP (Trans Adriatic Pipeline). Nel 2021 ha ulteriormente rafforzato la propria posizione di leader nelle infrastrutture energetiche a livello internazionale: ha stretto un accordo con Eni per la cessione del 49,9% delle partecipazioni detenute da Eni nelle società attive nei gasdotti TTPC e TMPC, che collegano l'Algeria all'Italia; e a dicembre ha acquisito dall'azienda energetica thailandese PTTER il 25% della società East Mediterranean Gas Company (EMG), proprietaria del gasdotto Arish-Ashkelon (parte del cosiddetto "gasdotto della pace") che unisce il terminale israeliano di Ashkelon alla stazione di ricezione egiziana di Al Arish.

Prima in Europa per estensione della rete di trasporto (oltre 41.000 km, comprese le attività internazionali) e capacità di stoccaggio di gas naturale (circa 20 miliardi di metri cubi, comprese le attività internazionali), Snam è anche tra i principali operatori continentali nella rigassificazione, attraverso il terminale di Panigaglia (GNL Italia) e le quote negli impianti di Livorno (OLT) e Rovigo (Adriatic LNG) in Italia e di Revithoussa (DESFA) in Grecia.

Negli ultimi anni Snam si è posizionata per svolgere un ruolo di abilitatore della transizione energetica, in linea con le proprie finalità e target europei, grazie a infrastrutture che saranno cruciali per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Il piano strategico 2021-2025 da 8,1 miliardi di euro di Snam prevede il raggiungimento della carbon neutrality entro il 2040, investimenti per rendere "hydrogen ready" le proprie infrastrutture e un'accelerazione nello sviluppo dei business in transizione energetica come l'idrogeno , il biometano, la mobilità sostenibile e l'efficienza energetica. Snam opera inoltre nella forestazione (Arbolia). Il modello di business dell'azienda si basa sulla crescita sostenibile, la trasparenza, la valorizzazione dei talenti e delle diversità, la tutela e lo sviluppo sociale dei territori anche attraverso le iniziative di Fondazione Snam.

 

Visione al 2030 e piano 2021-25

 

Snam potrà cogliere nuove e importanti opportunità di sviluppo nel corso di tutto il prossimo decisivo decennio, nel quale è prevista una forte accelerazione della transizione energetica per raggiungere gli obiettivi "net zero" con investimenti crescenti, in particolare, nelle infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio di energia, oltre che nei progetti lungo tutta la catena del valore dei gas verdi. Per questa ragione, in aggiunta al piano al 2025, che include investimenti sui quali già oggi c'è garanzia di ritorni, la società ha elaborato una visione più a lungo termine sulla propria evoluzione al 2030. Nel periodo 2021-2030 sono previsti fino a 23 miliardi di euro di opportunità di investimento in tre aree di crescita: reti energetiche (fino a 15 mld di investimento), stoccaggio di energia (fino a 5 mld di investimento) e progetti green (fino a 3 mld di investimento).

Nel Piano 2021-2025 Snam ha previsto un incremento degli investimenti di circa 700 mln rispetto ai € 7,4 mld del Piano 2020-2024, portandoli a € 8,1 mld. Il piano prevede la manutenzione, l'ammodernamento e lo sviluppo dell'infrastruttura, investimenti per il net zero e l'accelerazione della transizione energetica. In particolare, gli investimenti nelle reti di energia in Italia ammontano a 5,6 miliardi di euro; gli investimenti nello stoccaggio di energia a 1,2 miliardi di euro, mentre circa 1,3 miliardi sono destinati alle attività per la transizione energetica. Gli investimenti allineati alla tassonomia europea sono pari al 47% del totale (in aumento rispetto al 40% del precedente Piano).

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La transizione energetica

Snam ha creato negli ultimi anni un'ampia e diversificata piattaforma di attività (efficienza energetica, produzione e infrastrutture di biometano, mobilità sostenibile, idrogeno lungo tutta la catena del valore) per offrire soluzioni integrate lungo la filiera dei gas verdi. Per il periodo 2021-2025 gli investimenti nelle attività per la transizione energetica ammonteranno a € 1,3 mld, rispetto ai € 700 mln del Piano precedente, con un contributo all'EBITDA annuo del Gruppo di € 150 mln nel 2025, con progetti che a regime genereranno circa €180 mln di EBITDA.

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Target di riduzione delle emissioni e scorecard esg

Dopo essersi impegnata, tra i primi nel proprio settore, a raggiungere l'obiettivo di zero emissioni nette di gas a effetto serra (emissioni Scope 1 e Scope 2) al 2040, Snam si è data dei target al 2030 sulle emissioni indirette Scope 3 (emissioni al di fuori del diretto controllo dell'azienda, per Snam riconducibili principalmente a fornitori e partecipate). Snam si impegna a ridurre del 46% le emissioni relative alle partecipate (e altre categorie molto più piccole come emissioni legate alla produzione e trasmissione di carburanti ed energia, viaggi di lavoro e spostamenti casa-lavoro dei dipendenti) e del 55% le emissioni (in termini di intensità economica) derivanti dalla propria supply chain entro il 2030 rispetto ai valori del 2019. Snam ha inoltre innalzato dal 45% al 55% al 2025 (su base anno 2015) il target di riduzione delle emissioni di metano, più ambizioso rispetto a quello (-45%) degli obiettivi UNEP (UN Environment Programme). Infine ha definito un nuovo target intermedio per la riduzione delle emissioni di Co2 di Scope 1 e Scope 2 pari al 28% entro il 2025 (beneficiando anche dell'accelerazione del programma di riduzione delle emissioni di metano).

Net zero

Snam ha aggiornato al 2050 la propria "ESG scorecard" su 14 aree, scegliendo indicatori quantitativi per fornire agli stakeholder una visione olistica dell'impegno e della crescente sensibilità in ambito ESG, consentendo loro di monitorarne i risultati. La nuova area aggiunta alla scorecard è quella della finanza sostenibile, per la quale l'azienda si impegna ad aumentare il peso sul totale del funding al 65% nel 2022 e a oltre l'80% nel 2025. Sono inoltre previsti ulteriori sforzi su tutte le aree al 2025.

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La regolazione

La quasi totalità dei ricavi di Snam sono regolati. L'Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) disciplina differenti sistemi tariffari per servizi di trasporto, stoccaggio e rigassificazione, stabilendo i criteri di determinazione delle tariffe per i diversi periodi di regolazione, che di norma hanno durata 4 anni. La regolazione assicura che i servizi siano resi a terzi a parità di condizioni. Snam, pertanto, è in grado di mantenere un profilo di rischio limitato e di remunerare gli azionisti in modo attraente e sostenibile.

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La strategia internazionale

Snam ha ulteriormente rafforzato la propria posizione di leader nelle infrastrutture energetiche a livello internazionale nel corso degli ultimi sei anni, con un portafoglio di attività diversificato e una storia consolidata di partnership in diversi Paesi con operatori industriali e finanziari.

La strategia di investimento dell'azienda sarà coerente con gli attuali criteri (mantenimento delle metriche di rating e ritorni risk adjusted almeno in linea con quelli dell'attività regolata in Italia) e con il proprio posizionamento sui temi ESG, abilitando opportunità industriali su base contrattualizzata (senza esporsi al rischio commodity) o regolata.

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La strategia finanziaria

Nel periodo 2021-2025, Snam prevede di raggiungere una crescita sostenibile dei principali indicatori. Tale crescita è destinata ad accelerare ulteriormente al 2030 grazie al contributo dei nuovi investimenti.

Infine, Snam conferma l’impegno a garantire agli azionisti una remunerazione attrattiva e sostenibile e il pagamento di un acconto sul dividendo. È confermata la crescita del dividendo per azione del 5% fino al 2022, ed è stata estesa al 2025 la crescita minima del 2,5% prevista nel periodo 2022-2024.

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> Approfondisci la politica dei dividendi

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ultimo aggiornamento
22 dicembre 2021 - 19:18 CET