Login    

Evoluzione prevedibile della gestione

Il raggiungimento degli obiettivi climatici globali determinerà nei prossimi 30 anni significativi investimenti nella decarbonizzazione del settore energetico. A oggi numerosi paesi, che rappresentano oltre il 50% delle emissioni globali, hanno annunciato o stanno elaborando obiettivi di neutralità climatica. Si prevede quindi un nuovo “superciclo” di investimenti pubblici e privati da circa $ 100-150 trilioni per l’innovazione dei sistemi energetici, da cui deriveranno nuove opportunità di creazione di valore per gli operatori lungo l’intera filiera. Grandi prospettive di sviluppo riguarderanno i gas verdi, in particolare l’idrogeno, che possono potenzialmente raggiungere oltre il 25% del mix energetico globale al 2050.

L’Europa ha assunto una posizione di leadership nel settore, soprattutto grazie alla Hydrogen Strategy lanciata nel luglio scorso dalla Commissione Ue, e ai piani nazionali avviati o di prossimo avvio di paesi come la Germania, la Francia, il Regno Unito, la Spagna e il Portogallo. Le linee guida della strategia italiana per l’idrogeno, poste in consultazione pubblica il 24 novembre, prevedono investimenti fino a € 10 miliardi al 2030 con 5 GW di capacità di elettrolizzatori installata e un primo target del 2% del mix energetico, con una previsione di crescita attesa fino al 20% nel 2050.

L’idrogeno verde, in particolare, si ritiene potrà essere competitivo in pochi anni in vari settori – a partire dal trasporto ferroviario e pesante – grazie alla progressiva e già evidente riduzione del costo di produzione delle energie rinnovabili, abbinata alla contestuale riduzione del costo degli elettrolizzatori. Il modo più efficiente per trasportare idrogeno verde è rappresentato dall’infrastruttura gas. A livello europeo, infatti, gli interventi necessari per riconvertirla a idrogeno sono limitati, con costi pari a 10-25%1di quelli previsti dalla costruzione ex novo di una nuova rete.

In questi anni, Snam si è riposizionata per beneficiare dei nuovi mega-trend della transizione energetica, grazie ad infrastrutture che saranno cruciali per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, alla presenza nei business della transizione energetica, alla crescita internazionale e grazie ad un approccio disciplinato agli investimenti. La posizione di Snam nel superciclo beneficia di infrastrutture che sono già al 70% hydrogen ready e che saranno abilitanti della transizione energetica. La prospettiva, al 2050, è di trasportare gas interamente decarbonizzato per fare dell’Italia un hub europeo dell’idrogeno. In aggiunta, Snam è impegnata nel costruire posizioni di mercato lungo la catena del valore, sia nell’idrogeno che nel biometano. Anche l’efficienza energetica è una leva importante per ridurre i consumi e l’impatto ambientale. In un futuro a emissioni nette zero, le rinnovabili ricopriranno un ruolo centrale rispetto a molte delle attività di Snam, e in questo contesto assumeranno rilevanza strategica. L’azienda intende inoltre fare leva sulle priorie competenze distintive rilevanti per segmenti adiacenti, quali l’a cqua. Questi ambiti di possibile opportunità non sono ricompresi in arco piano.

Snam ha previsto un incremento degli investimenti di quasi € 1 miliardo rispetto ai € 6,5 miliardi del piano 2019-2023, portandoli a circa € 7,4 miliardi nel periodo 2020-2024. Rispetto al piano precedente, la crescita è riconducibile sia al core business delle infrastrutture regolate (€ 6,7 miliardi di investimenti) sia alle nuove attività della transizione energetica (oltre € 0,7 miliardi di investimenti, quasi raddoppiati rispetto al precedente piano).Il 50% degli investimenti previsti a piano è dedicato all’ infrastruttura “hydrogen ready” (sostituzioni e sviluppo degli asset con standard “hydrogen ready”) . Gran parte degli investimenti previsti a piano è finalizzata alla decarbonizzazione per raggiungere l’obiettivo di neutralità carbonica al 2040 e cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica. Circa il 40% di questi impieghi è allineato ai criteri della tassonomia europea, in via di finalizzazione.

Snam ha creato negli ultimi anni un’ampia e diversificata piattaforma di attività (efficienza energetica, produzione e infrastrutture di biometano, mobilità sostenibile, idrogeno lungo tutta la value chain) per essere un “system integrator” in grado di offrire soluzioni green e contribuire allo sviluppo dei gas rinnovabili. Per il periodo 2020-2024 gli investimenti di Snam nelle attività per la transizione energetica ammonteranno a circa € 720 milioni, quasi raddoppiati rispetto al precedente piano, con un contributo all’EBITDA annuo di € 150 milioni al 2024.

Snam prevede di rafforzare il piano di efficienza lanciato nella seconda metà del 2016, con oltre € 70 milioni di risparmi attesi al 2022. Dall’avvio nel 2016, il programma di efficienza ha comportato un taglio dei costi relativi al perimetro core di circa il 20%, consentendo l’avvio delle attività nella transizione energetica senza penalizzare le performance del gruppo.

L’attività di ottimizzazione della struttura finanziaria condotta negli ultimi cinque anni ha portato a una riduzione del costo medio del debito lordo dal 2,4% del 2016 a un valore medio dell’1,2% lungo l’orizzonte di piano (rispetto all’1,4% del piano precedente), grazie alle azioni compiute per cristallizzare il più possibile le attuali favorevoli condizioni di mercato e il miglioramento dello scenario di tassi e credit spread rispetto al piano precedente. Possibili ulteriori risparmi potrebbero derivare da ottimizzazioni di tesoreria, nonché ulteriori diversificazioni di fonti e aumento di strumenti di finanza sostenibile.

 

Guidance 2021

 
Investmenti       € ~ 1,4 mld
RAB tariffaria       € ~ 21 mld
Utile netto       ca +3% vs guidance 2020
Debito netto*       € ~ 13,5 mld
 

* Escluso il flusso delle partite tariffarie (essenzialmente neutre)

Page Alert
ultimo aggiornamento
04 dicembre 2020 - 18:07 CET