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Snam: nel piano 2019-2023 risultati in crescita. Più investimenti nella transizione energetica

Price sensitive

Principali target confermati e migliorati rispetto al piano precedente, con base 2017

  • Utile netto: confermata crescita di oltre il 4% medio annuo
  • Utile netto per azione: crescita di circa il 5,5% medio annuo (oltre il 5% nel piano precedente)
  • Dividendo per azione: confermata policy di crescita del 5% annuo al 2022
  • Crescita media annua della RAB per i ricavi confermata a circa 2,5% nonostante un'aspettativa di minore inflazione rispetto al piano precedente, con visibilità di una successiva crescita dell’1% reale al 2030
  • Ripresa del programma di buyback: lancio di una tranche da € 150 mln, nell’ambito dell'autorizzazione ricevuta dall’Assemblea lo scorso 2 aprile
  • Migliorata guidance su utile netto 2019 (€ 1.080 mln), portando la crescita dell’utile per azione a +32% dal 2016

 

Efficienza e solidità

  • Rilancio piano di efficienza: oltre € 65 mln di risparmi entro il 2023 (vs € 60 mln di target del piano precedente)
  • Costo del debito a 1,4% in arco di piano (vs 1,8% nel piano precedente); in crescita l'impegno sulla finanza sostenibile, il cui funding è superiore a € 5 mld
  • Rapporto debito adjusted/RAB incluse consociate al 53% a fine piano

 

Core business: aumento dell’impegno su transizione energetica e innovazione

  • Investimenti complessivi 2019-2023: € 6,5 mld (+14% circa rispetto al piano precedente)
  • Oltre € 1,4 mld di investimenti nel progetto SnamTec “Tomorrow’s Energy Company” (+65%), di cui € 1 mld regolati:
    - € 700 mln sulla sostenibilità ambientale del core business, inclusa l’elettrificazione di centrali di spinta e stoccaggio
    - € 350 mln in iniziative per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione degli asset
    - € 400 mln in nuove linee di business green per accelerarne lo sviluppo (raddoppiando i € 200 mln del piano precedente)
  • Idrogeno: creazione di una nuova business unit; nuovo blending test al 10% entro fine anno
  • Rafforzato il programma di sostituzione di infrastrutture: +€ 400 mln
  • Partecipate internazionali: atteso cash return medio annuale sull’investimento iniziale superiore al 10% (dall’acquisizione al termine del piano)

 

ESG e riduzione delle emissioni

  • Fattori ESG pienamente integrati nella strategia dell’azienda
  • Nuovi target di riduzione delle emissioni di metano (-40% al 2025) e di riduzione delle emissioni di CO 2 equivalenti “Scope 1” e “Scope 2” (-40% al 2030), con base 2016
  • Supporto a ForestaMI, progetto di riforestazione urbana del Comune di Milano
 
 

San Donato Milanese (MI), 21 novembre 2019 – L’amministratore delegato di Snam Marco Alverà presenta oggi nella sede della società a San Donato Milanese il piano 2019-2023, approvato ieri dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Luca Dal Fabbro.

“Con il nuovo piano al 2023 – commenta l’amministratore delegato di Snam Marco Alverà – rafforziamo il ruolo di Snam nella transizione energetica e proseguiamo il percorso di crescita e di remunerazione degli azionisti facendo leva sui risultati raggiunti in questi anni, sulla maggiore efficienza operativa e sulla riduzione degli oneri finanziari, sulla totale integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nella gestione dell’azienda e su uno scenario di mercato nel quale le nostre infrastrutture hanno un ruolo sempre più centrale per la decarbonizzazione.

Abbiamo voluto destinare maggiori risorse all’innovazione e all’accelerazione dei nuovi business green del progetto SnamTec, pari a oltre il 20% del totale degli investimenti al 2023, per accrescere la presenza di Snam nel settore del biometano, confermare l’impegno nella mobilità sostenibile e nell’efficienza energetica ed essere tra i pionieri nell’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico pulito del futuro. Siamo convinti che l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili darà un contributo determinante al raggiungimento degli obiettivi climatici e che l’Europa e l’I talia potranno essere leader nello sviluppo della tecnologia. Entro fine anno raddoppieremo la nostra sperimentazione nella rete di trasmissione, portando la miscela di idrogeno al 10%.

Contestualmente, aumentiamo gli investimenti nel core business con l’obiettivo di accrescere sempre più la qualità del servizio e rendere le nostre infrastrutture più moderne, sicure e sostenibili, riducendo in modo significativo le emissioni delle nostre attività e contribuendo allo sviluppo economico e sociale dei territori nei quali operiamo”.

Scenario e update degli obiettivi al 2023

Lo scenario nazionale e internazionale nell’arco del piano e nel lungo periodo conferma la centralità delle attività di Snam. A livello globale, con una previsione di crescita significativa della domanda per i prossimi anni, in particolare nelle Americhe e in Cina, il gas naturale si sta affermando come fonte energetica sempre più abbondante e competitiva nonché come soluzione immediata ed economica per sostituire il carbone nella generazione elettrica e il diesel nei trasporti.

Questo trend è particolarmente evidente in Italia, dove nel 2019 è atteso un incremento dei consumi del 4,4% rispetto allo scorso anno (75,9 miliardi di metri cubi rispetto a 72,7 miliardi), grazie soprattutto a una previsione di crescita di circa il 12% nel settore termoelettrico. Il ricorso al gas nella generazione termoelettrica è destinato ad aumentare anche nei prossimi anni per sostituire circa 8 Gigawatt di capacità di generazione a carbone.

Grazie all’aumento dei volumi di gas immesso nella rete Snam nel 2019, l’incidenza del costo di trasporto per metro cubo trasportato è scesa del 10% rispetto al 2015 passando da circa 2,9 € centesimi/m 3 a circa 2,7 € centesimi/m 3.

In Europa e in Italia si è registrato un recupero della domanda negli ultimi anni, associato a una crescente necessità di importazioni da rotte diversificate alla luce del declino della produzione domestica e in vista della progressiva uscita di vari paesi dalla produzione termoelettrica a carbone. In Europa, il fabbisogno di importazioni è cresciuto del 30% dal 2014 ed è previsto in ulteriore aumento nel medio periodo.

Nel lungo termine, inoltre, il gas non è più solo visto come fonte di transizione ma come un pilastro di un mondo decarbonizzato, in particolare nei diversi settori difficili da elettrificare. Tale ruolo verrà rafforzato grazie al rapido sviluppo dei gas rinnovabili, in particolare della filiera del biometano, che potrà crescere a ritmo sostenuto in Italia anche a seguito degli investimenti di Snam, e alle numerose iniziative in corso in tutto il mondo per produrre l’idrogeno da fonti rinnovabili a costi sempre più competitivi.

Secondo uno studio di Navigant, l’Europa garantirebbe un risparmio annuo al sistema di 217 miliardi di euro dal 2050 in uno scenario con 270 miliardi di metri cubi di gas rinnovabili, rispetto a uno scenario che non ne preveda l’utilizzo.

In Italia, secondo gli scenari congiunti Snam-Terna pubblicati il 30 settembre, i consumi di gas al 2040 sono attesi sostanzialmente in linea con quelli attuali, con un ruolo crescente per i gas rinnovabili. Nello scenario “centralizzato”, che prevede un maggior ricorso anche alle infrastrutture esistenti, si prevedono oltre 26 miliardi di metri cubi di gas rinnovabile e low-carbon.

Per quanto riguarda Snam, il continuo miglioramento dei risultati dal core business, la visibilità di lungo termine sul contesto regolatorio, la maggiore esposizione alla transizione energetica con le nuove iniziative, la solida performance delle attività internazionali, il focus sull’innovazione tecnologica e il forte presidio di ottimizzazione della struttura finanziaria consentiranno alla società di ottenere una crescita sostenibile dei principali indicatori, confermando o migliorando i target del precedente piano.

In particolare, nel periodo 2017-2023 è previsto un aumento medio annuo:

  • dell’utile netto maggiore del 4%, confermando il target precedente;
  • dell’utile netto per azione del 5,5% (superando il target di oltre il 5% nel precedente piano);
  • dell’EBITDA di oltre il 3% nel periodo;
  • del dividendo per azione (DPS) del 5% fino al 2022, confermando la politica annunciata l’anno scorso;
  • della RAB tariffaria del 2,5% (in linea con il piano precedente nonostante le assunzioni di minore inflazione), con visibilità di una successiva crescita dell’1% reale al 2030.

Il rapporto debito/RAB sarà sostanzialmente stabile, al netto dell’impatto del rilascio, previsto nell’orizzonte di piano, della garanzia pro-quota sul debito di TAP durante il periodo di costruzione del gasdotto. In particolare, al 2023 è atteso un rapporto debito adjusted/RAB incluse consociate al 53%.

La guidance sull’utile netto del 2019 migliora a € 1.080 milioni, portando la crescita dell'utile per azione a +32% dal 2016.

Per il 2020 Snam si attende un utile netto in crescita a circa € 1.100 milioni e un livello di indebitamento a fine anno pari a circa € 12,4 miliardi, escludendo l’assorbimento di circolante di natura tariffaria atteso a circa € 100 milioni. La RAB per i ricavi 2020 è attesa a circa € 20,6 miliardi.  

€ 6,5 miliardi per lo sviluppo del sistema energetico italiano e le nuove attività nella transizione energetica

Snam ha previsto un incremento degli investimenti per il periodo 2019-2023, portandoli a € 6,5 miliardi, circa il 14% in più rispetto a € 5,7 miliardi del piano 2018-2022.

La crescita rispetto al piano precedente è riconducibile sia ai nuovi business della transizione energetica sia all’incremento degli investimenti in sostituzioni. In dettaglio, € 5,3 miliardi degli investimenti del piano riguardano la rete di trasporto, € 0,8 miliardi lo stoccaggio e la rigassificazione e € 0,4 miliardi i nuovi business legati alla transizione energetica.

Le iniziative di sviluppo riguardano il completamento delle infrastrutture per connettere TAP alla rete nazionale, il completamento dei collegamenti nel Nord-Ovest al servizio del mercato locale e dei flussi cross-border, la rete in Sardegna e l’avvio della conversione di sei centrali di compressione e stoccaggio in ibride gas-elettrico. Sono inoltre previste sostituzioni di 1.000 km di rete in arco di piano, con investimenti aggiuntivi di € 400 milioni rispetto al piano precedente: quasi la metà di tali opere attualmente è già in fase di costruzione o ha ottenuto l'autorizzazione VIA. Le iniziative di sostituzione sono effettuate sulla base di analisi tecniche di condizioni dell’asset, situazioni idrogeologiche, caratteristiche tecniche di utilizzo, coerentemente con l’evoluzione dei flussi.

Il piano prevede anche investimenti per € 140 milioni in allacciamenti alla rete legati alla transizione energetica (impianti di CNG e biometano), in aumento rispetto a € 90 milioni previsti nel precedente piano.

Transizione energetica e innovazione: investimenti in SnamTec salgono a € 1,4 miliardi

Nell’ambito del piano di investimenti, crescono del 65% a oltre € 1,4 miliardi (di cui € 1 miliardo in RAB) le iniziative del progetto SnamTec (Tomorrow’s Energy Company), il cui obiettivo è accelerare la capacità innovativa di Snam e dei suoi asset per cogliere le opportunità offerte dall'evoluzione del sistema energetico.

Il progetto SnamTec si focalizza in particolare su tre aree:

  • sostenibilità ambientale del core business con circa € 700 milioni di investimenti per ridurre le emissioni di metano del 40% al 2025 (rispetto al precedente target del 25%) e le emissioni complessive di CO 2 equivalente “Scope 1” e “Scope 2” del 40% al 2030 tramite l’avvio delle prime sei centrali ibride elettrico-gas (€ 250 milioni di investimenti), una campagna di misura ed eliminazione delle emissioni, l’adeguamento tecnologico di alcune turbine a gas, la sostituzione massiva di componentistica di rete in ottica di riduzione delle emissioni di metano, il maggiore utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili e l’efficienza energetica degli edifici aziendali;
  • iniziative per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione della rete con investimenti per circa € 350 milioni (progetto “smart gas” per la manutenzione degli impianti con nuove tecnologie, più dell’85% degli asset ispezionati da remoto al 2023, droni e satelliti per il monitoraggio delle infrastrutture, nuovi servizi commerciali e previsione della domanda gas tramite reti neurali);
  • investimenti per la transizione energetica per € 400 milioni (infrastrutture di biometano, mobilità sostenibile ed efficienza energetica e Small-scale LNG) determinanti per l’avvio dei relativi settori.
 

Nuovi business della transizione energetica: investimenti raddoppiano a € 400 milioni

Per il periodo 2019-2023 Snam ha previsto di raddoppiare gli investimenti nei nuovi business per la transizione energetica ad almeno € 400 milioni, rispetto a € 200 milioni del precedente piano.

Biometano. L’incremento più significativo riguarda il settore del biometano da rifiuti organici, scarti agricoli e agro-industriali, che avrà un ruolo strategico nel percorso di decarbonizzazione. Snam punta a supportare e accelerare l’evoluzione del mercato italiano anche investendo, tramite proprie controllate, nelle infrastrutture e nella realizzazione di impianti. Sono previsti investimenti per circa € 250 milioni rispetto a € 100 milioni del precedente piano per realizzare impianti per una capacità installata superiore ai 40 Megawatt.

A tal proposito Snam, attraverso la nuova società controllata Snam 4 Environment, ha completato l’acquisizione da Ladurner Ambiente e da AB Invest di una quota di circa l’83% di Renerwaste, una delle maggiori società attive in Italia nelle infrastrutture di biogas e biometano, per un esborso al closing, comprensivo del rimborso di finanziamenti dei soci, di circa € 46 milioni. L'operazione, interamente finanziata con fondi propri, prevede la possibilità per Snam di acquisire, a partire da giugno 2020, anche il restante circa 17% del capitale sociale detenuto da Ecopartner. Le attività di Renerwaste (tre impianti e, al verificarsi di determinate condizioni entro il 2022, le società titolari di autorizzazioni per la costruzione di altri due impianti) generano oggi ricavi annui per oltre € 20 milioni e impiegano circa 50 persone.

In parallelo, è stato sottoscritto un memorandum of understanding con Infore Environmental Group, società di servizi ambientali quotata alla Borsa di Shanghai e azionista di controllo di Ladurner Ambiente, per possibili iniziative congiunte per lo sviluppo di infrastrutture di biogas e biometano in Cina.

Snam, inoltre, ha siglato una lettera di intenti vincolante finalizzata a negoziare e definire gli accordi per avviare una partnership strategica nelle infrastrutture per il biometano da agricoltura tramite l’ingresso al 50% in Iniziative Biometano, società che opera in Italia con cinque impianti di biogas, per i quali c’è un piano di conversione a biometano, e con diversi impianti in fase di autorizzazione o costruzione.

Grazie a queste due iniziative, Snam potrà accrescere le proprie competenze di gestione ed esercizio di impianti sia nella filiera del biometano agricolo che di quello da FORSU, perfettamente complementari all’expertise nella progettazione, sviluppo e costruzione di IES Biogas, controllata di Snam acquisita lo scorso anno e società leader nella realizzazione di impianti di biogas e biometano in Italia e all’estero.

Mobilità sostenibile. L’investimento nel settore del biometano si integra con quelli previsti nella mobilità sostenibile a supporto dell’incremento della rete italiana di distributori di gas naturale compresso (CNG e bio-CNG) e gas naturale liquefatto (LNG e bio-LNG), prima in Europa con più di 1.350 distributori (circa 150 stazioni connesse alla rete dal 2018). Il piano conferma investimenti previsti di € 50 milioni nella realizzazione di circa 150 stazioni di rifornimento di metano e biometano per auto e bus, realizzate in collaborazione con Cubogas, controllata da Snam4Mobility. A oggi Snam4Mobility ha consegnato già otto stazioni e ne ha contrattualizzate ulteriori 69. Sono inoltre previsti ulteriori investimenti per € 50 milioni per la realizzazione di due piccoli impianti di liquefazione (SSLNG), uno nel Nord e uno nel Sud Italia, e per l’adeguamento del terminale di Panigaglia, al fine di consentire il caricamento di autobotti e favorire l’utilizzo del GNL per il trasporto pesante, l’industria e il residenziale per una capacità complessiva totale di 250mila tonnellate per anno. È prevista anche la possibilità di adeguare l’impianto di Panigaglia per consentire il caricamento di unità navali per sviluppare l'utilizzo del GNL nel trasporto marittimo. Una simile attività è in fase di sviluppo da parte di OLT, il terminale di rigassificazione al largo della costa toscana tra Livorno e Pisa di cui Snam rileverà una quota del 49,07% a valle del completamento delle previste autorizzazioni e del successivo closing dell'accordo comunicato lo scorso 20 settembre (atteso nel primo trimestre 2020).

Efficienza energetica. Sempre nell’ambito della transizione energetica, sono previsti investimenti per circa € 50 milioni nell’efficienza energetica, un settore che richiede impulso per soddisfare il crescente potenziale del mercato e nel quale Snam è già tra i principali operatori italiani attraverso la controllata TEP Energy Solution, Energy Service Company (ESCo) specializzata in soluzioni di efficientamento energetico per condomini, imprese e pubbliche amministrazioni. TEP prevede di raggiungere ricavi per € 20 milioni nel 2019, con una previsione di ulteriore crescita nel corso del piano. La società dispone di un portafoglio contratti di oltre € 60 milioni e continua a sviluppare nuove iniziative. Recentemente è stata anche acquistata la società TEA servizi, ESCo attiva nella progettazione, realizzazione di impianti per conto di clienti industriali, con particolare focalizzazione sulla piccola e media impresa.

Idrogeno. Snam crede nelle potenzialità dell’idrogeno come vettore energetico pulito e ritiene che abilitarne l’inserimento nelle reti gas possa contribuire allo sviluppo della produzione di idrogeno da fonti rinnovabili abbattendone i costi. Per tale ragione nell’aprile scorso, per prima in Europa, la società ha effettuato con successo in Campania la sperimentazione di una miscela di idrogeno al 5% in volume con gas naturale in un tratto di rete di trasmissione, servendo due utenze industriali. Tale sperimentazione sarà ripetuta entro fine anno raddoppiando al 10% la quantità di idrogeno immessa in rete. Queste iniziative sono finalizzate a rendere gli asset dell’azienda sempre più pronti ad accogliere crescenti quantitativi di idrogeno.

Snam ha creato una nuova business unit dedicata all’idrogeno, con il compito di valutare possibili progetti pilota e contribuire allo sviluppo della filiera. Parallelamente, proseguiranno gli studi sull’adeguamento delle infrastrutture di compressione e stoccaggio, sul ruolo dell'idrogeno nel futuro sistema energetico anche in ottica di sector coupling e su possibili sperimentazioni nel power-to-gas. Secondo uno studio commissionato da Snam, l’idrogeno potrebbe arrivare a coprire quasi un quarto (23%) della domanda nazionale di energia entro il 2050 in uno scenario di profonda decarbonizzazione.

Impegno crescente in ambito ESG e riduzione delle emissioni

I fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) sono sempre più integrati nelle strategie e nella gestione dell’azienda. A tal proposito, nei mesi scorsi, Snam è stata la prima società quotata italiana a dare vita a un comitato del Consiglio di Amministrazione specificamente dedicato ai temi ESG.

Per quanto riguarda i fattori ambientali, il nuovo piano prevede una significativa riduzione dell’impatto delle attività di Snam. In particolare, le emissioni di metano saranno ridotte del 40% al 2025 (con base 2016) rispetto al target del 25% del precedente piano. Questo obiettivo sarà raggiunto tramite l’applicazione alla rete di una campagna di individuazione e riparazione delle fuoriuscite di metano (Leak Detection and Repair), la sostituzione massima di componentistica di rete e centrali, l’adozione delle migliori tecnologie disponibili.

In tema di CO 2, è prevista una riduzione del 40% delle emissioni dirette al 2030 grazie all’avvio della conversione delle prime sei centrali in ibride gas-elettrico, che contribuiranno anche alla flessibilità del sistema elettrico, e alle azioni di efficienza energetica sugli edifici. E’ inoltre prevista al 2030 una riduzione del 40% della CO 2 da consumi elettrici grazie al maggiore ricorso al fotovoltaico.  

Complessivamente, Snam si pone l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO 2 equivalente “Scope 1” (dirette) e “Scope 2” (indirette) del 40% al 2030 (con base 2016) per contrastare i cambiamenti climatici in linea con gli obiettivi globali. La CO 2 equivalente esprime l’impatto sul riscaldamento globale di una certa quantità di gas serra rispetto alla stessa quantità di anidride carbonica.

Snam, attraverso la controllata TEP Energy Solution, e Fondazione Snam supporteranno ForestaMI, il progetto di riforestazione urbana del Comune di Milano, che prevede la piantumazione di 3 milioni di nuovi alberi nell’area metropolitana entro il 2030.

Snam, inoltre, ha recentemente avviato il programma “Snam Plastic Less” finalizzato a eliminare dal 2020 la plastica monouso nei distributori di bevande in tutte le sedi aziendali ed entro il 2023 l’utilizzo della plastica negli imballaggi industriali.

Per quanto riguarda la dimensione sociale, proseguono le iniziative di Fondazione Snam per lo sviluppo sociale dei territori. Nel mese di ottobre, più di 700 persone di Snam hanno dedicato una giornata di lavoro a iniziative di volontariato in oltre 90 onlus su tutto il territorio nazionale. Il polo di formazione Snam Institute ha erogato nel periodo 2016-2018 oltre 275mila ore di training ai dipendenti dell’azienda.

I fattori ESG sono integrati nella corporate governance di Snam. L’Assemblea degli Azionisti ha approvato l’inserimento permanente nello statuto delle disposizioni che garantiscano una rappresentanza minima di un terzo negli organi sociali al genere meno rappresentato. È stata, inoltre, recentemente adottata una nuova policy per promuovere la diversità e l’inclusione all'interno dell’azienda. In tema di contrasto alla corruzione, Snam è una delle quattro aziende (unica italiana) ad avere stretto una partnership globale con Transparency International e da inizio 2019 ha già effettuato circa 4.500 verifiche reputazionali su fornitori e terze parti.

Grazie anche all’impegno sui fattori ESG, Snam è stata recentemente riconosciuta da Forbes e Statista come una delle 150 migliori aziende mondiali nelle quali lavorare, raggiungendo la seconda posizione tra le società italiane.

Rafforzamento del piano di efficienza

Snam prevede di rafforzare il piano di efficienza lanciato nella seconda metà del 2016, con oltre € 65 milioni di risparmi attesi al 2023 rispetto al 2016 (€ 60 milioni nel precedente piano). A fine 2019 i risparmi ammonteranno a circa € 50 milioni, target precedentemente previsto per il 2021.

La società ha semplificato i processi e l’organizzazione, ad esempio con l’integrazione delle attività di manutenzione di trasporto e stoccaggio. Tale piano ha consentito di ridurre i costi e migliorare la qualità e il time to market. Inoltre sono state lanciate una serie di iniziative volte alla riduzione strutturale di alcuni costi esterni, a diverse scelte di make-or-buy e alla rinegoziazione dei contratti di fornitura.

Strategia di internazionalizzazione e consociate

Snam ha ulteriormente rafforzato la propria posizione di leader nelle infrastrutture energetiche in Europa con la recente acquisizione di DESFA in Grecia, perfezionata a fine 2018.

Il contributo all’utile netto delle società consociate internazionali (TAG e GCA in Austria, Teréga in Francia, Interconnector UK, DESFA e TAP) sarà pari a circa € 160 milioni nel 2022, consolidando la leadership europea di Snam. Nel 2023, per effetto della scadenza prevista dei contratti di lungo termine e dell’evoluzione delle strategie commerciali su base short-term, si potrebbe verificare sul mercato austriaco una flessione del contributo, in un contesto di flussi di importazione che continueranno a essere significativi. Per le consociate internazionali, il cash return medio annuale sull’investimento iniziale dall’acquisizione al 2023 è atteso superiore al 10% per gli asset operativi.

Per quanto riguarda TAP, di cui Snam è azionista al 20%, lo stato di avanzamento dei lavori è pari a circa il 90%. Si confermano le attese di completamento dell’opera entro la fine del 2020.

Ottimizzazione della struttura di debito e finanza sostenibile

L’attività di ottimizzazione della struttura finanziaria condotta negli ultimi tre anni ha portato a una riduzione del costo medio del debito dal 2,4% del 2016 a circa 1,1% nei primi nove mesi del 2019.

Le azioni implementate consentono inoltre di ridurre la volatilità del costo del debito, che è stimato possa rimanere stabile ad un valore medio dell’1,4% lungo l’orizzonte di piano, in particolare grazie a:

  • una struttura finanziaria caratterizzata da 3/4 del debito a tasso fisso e una vita media del debito a medio-lungo termine superiore a 5 anni;
  • quattro esercizi di liability management (per oltre € 4,5 miliardi) eseguiti nel periodo 2015-2018;
  • continui sforzi di pre-funding, tra i quali, in particolare, l’emissione dual tranche di settembre da € 1,1 miliardi con scadenza, rispettivamente, circa 5 anni e 15 anni (il tenor più lungo mai emesso da Snam finora), cedola pari a 0% (il terzo zero-coupon emesso da Snam) e 1%, ammontare pari a € 500 e 600 milioni, sostanzialmente completando il funding necessario per il 2020;
  • € 3,2 miliardi di linee di credito sindacate non utilizzate al 30 settembre 2019 e in scadenza tra il 2023 e il 2024, grazie al recente allungamento di un anno delle scadenze stesse.

Nell’arco di piano Snam prevede:

  • di mantenere un rapporto tra debito netto e RAB ben al di sotto del 60% previsto per una società con un rating di Baa1 per Moody’s, un notch superiore rispetto al rating di Snam (Baa2), per effetto del cap rappresentato dal rating sovrano della Repubblica Italiana, a sua volta oggetto di downgrade da parte di Moody’s stessa nel corso del 2018. Tale livello rappresenta per Snam una self-impose threshold, più stringente rispetto alle rating guidelines implicite nei rating ufficiali;
  • un rapporto adjusted Fund From Operation su debito netto (FFO/Net Debt) superiore al 14% in media sull’orizzonte e quindi coerente con un merito di credito di singola A così come definito da S&P;
  • il mantenimento di un mix tra debito fisso e variabile di 3/4, coerente con il piano precedente;
  • una riduzione degli oneri finanziari nel 2019 attesa di circa € 110 milioni rispetto ai livelli del 2016 e di € 30 milioni rispetto ai livelli del 2018, anche grazie alle azioni di ottimizzazione della tesoreria implementate negli ultimi anni. Lungo l’arco di piano si prevede un costo del debito stabile e in media pari all’1,4% (rispetto all’1,8% del piano precedente), che non tiene conto di alcun contributo degli esercizi di ottimizzazione della tesoreria che hanno caratterizzato gli ultimi anni mentre include le azioni compiute per cristallizzare il più possibile le attuali favorevoli condizioni di mercato e il miglioramento dello scenario di tassi e credit spread rispetto al piano precedente.

In aggiunta, con l’obiettivo di allineare la strategia di finanziamento con i propri target di sostenibilità e di ampliare la base di investitori, Snam:

  • aumenterà le iniziative di finanza sostenibile, che oggi valgono oltre € 5 miliardi, in arco di piano;
  • ha emesso a febbraio il suo primo Climate Action bond, sulla base del framework pubblicato a novembre, che fissa le regole per l’emissione di prestiti obbligazionari volti al finanziamento di investimenti nell’ambito della sostenibilità ambientale (per maggiori informazioni: www.snam.it/it/investor-relations/debito_credit_rating/climate_action_bond.html);
  • ha ottenuto ad aprile 2019 una riduzione del margine del proprio “sustainable loan” da € 3,2 miliardi a seguito del raggiungimento degli obiettivi legati a parametri di sostenibilità sociale ed ambientale.
 

Politica dei dividendi attrattiva e sostenibile

Snam conferma l’impegno a garantire agli azionisti una remunerazione attrattiva e sostenibile e il pagamento di un interim dividend. La crescita del dividendo è prevista essere del 5% annuo al 2022, confermando il target precedente. Snam prevede che per l’esercizio 2019 possa essere distribuito nel 2020 un dividendo complessivo pari a € 0,2376 per azione (di cui il 40% a titolo di acconto con pagamento a gennaio 2020 come deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 13 novembre 2019, mentre il restante 60% a saldo con pagamento a giugno 2020, da sottoporre alla successiva approvazione all’Assemblea degli Azionisti che approverà il bilancio di esercizio 2019).

 

Ripresa del programma di buyback

Nell’ambito dell’autorizzazione ricevuta dall’Assemblea degli Azionisti dello scorso 2 aprile, Snam intende riprendere il programma di riacquisto di azioni proprie con il lancio di una ulteriore tranche da € 150 milioni.

 

Opportunità di creazione di valore non previste nel piano a livello italiano e internazionale

In aggiunta a quanto previsto nel piano, Snam continuerà a monitorare le ulteriori opportunità di investimento che dovessero manifestarsi, facendo leva sulla flessibilità della propria struttura finanziaria, fermi restando i propri criteri di investimento.  

Presentazione, conference call e webcast

Alle ore 11:30 CET (10:30 GMT) il piano al 2023 sarà presentato ad analisti finanziari e investitori istituzionali. Sarà possibile seguire l’evento in conference call e il materiale di supporto sarà reso disponibile su www.snam.it nella sezione Investor Relations, in concomitanza con l’avvio della conference call stessa. Nella stessa sezione sarà inoltre possibile seguire la presentazione tramite video webcasting.

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Franco Pruzzi, dichiara ai sensi del comma 2 art. 154 bis del TUF che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Disclaimer

Questo comunicato contiene dichiarazioni previsionali (“forward-looking statements”), in particolare relative a: evoluzione della domanda di gas naturale, piani di investimento e performance gestionali future. I forward-looking statements hanno per loro natura una componente di rischiosità e di incertezza perché dipendono dal verificarsi di eventi e sviluppi futuri. I risultati effettivi potranno pertanto differire rispetto a quelli annunciati in relazione a diversi fattori, tra cui: l’evoluzione prevedibile della domanda, dell’offerta e dei prezzi del gas naturale, le condizioni macroeconomiche generali, l’impatto delle regolamentazioni in campo energetico e in materia ambientale, il successo nello sviluppo e nell’applicazione di nuove tecnologie, cambiamenti nelle aspettative degli stakeholder e altri cambiamenti nelle condizioni di business.

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ultimo aggiornamento
21 novembre 2019 - 13:24 CET