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Utilizzo del gas naturale

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69,97 miliardi di metri cubi di gas naturale immesso nella rete nazionale di gasdotti nel 2020

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Un ciclo combinato a gas con rendimenti del 56-58%, consente di ridurre le emissioni di CO2 del 62% rispetto ad un impianto alimentato a carbone.

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A parità di energia utilizzata, l’anidride carbonica prodotta dalla combustione del gas naturale corrisponde al 25-30% in meno rispetto ai prodotti petroliferi

Il gas naturale, a parità di energia utilizzata, ha un minor impatto inquinante rispetto agli altri combustibili fossili

Il gas naturale contribuisce a ridurre le emissioni in atmosfera sostituendo i combustibili fossili più inquinanti e attenuando le problematiche di qualità dell’aria, piogge acide ed emissioni di gas effetto serra (GHG). Il gas naturale è composto prevalentemente da metano (CH4) e i principali prodotti derivanti dalla sua combustione sono l'anidride carbonica (CO2) e il vapore acqueo, gli stessi componenti che si producono respirando.

A parità di energia utilizzata, l’anidride carbonica prodotta dalla combustione del gas naturale corrisponde al:

  • 25-30% in meno rispetto ai prodotti petroliferi
  • 40-50% in meno rispetto al carbone.


Carbone e olio combustibile sono composti da molecole molto complesse, con un elevato contenuto di carbonio, azoto e zolfo. Ciò significa che, all'atto della combustione, carbone e petrolio rilasciano livelli più alti di emissioni nocive (emissioni di carbonio, ossidi di azoto –NOx - e biossido di zolfo - SO2) nonché particelle incombuste, rispetto al gas naturale.

La combustione del gas naturale, invece, rilascia piccole quantità di biossido di zolfo e ossidi di azoto, non genera emissioni di cenere o particolato, ed emette ridotti livelli di biossido di carbonio, monossido di carbonio e altri idrocarburi reattivi.

La riduzione delle emissioni per unità di energia prodotta è ulteriormente accentuata dalla possibilità di utilizzare il gas naturale in applicazioni e tecnologie ad alto rendimento come, le caldaie a condensazione, gli impianti di cogenerazione e i cicli combinati per la produzione di energia elettrica. Un ciclo combinato a gas con rendimenti del 56-58%, rispetto al rendimento di circa il 40% dei tradizionali cicli a vapore, consente di ridurre le emissioni di CO2 del 52% rispetto ad un impianto tradizionale alimentato ad olio combustibile e del 62% rispetto ad un impianto alimentato a carbone.

L’elettrificazione dei consumi e lo sviluppo delle rinnovabili accentuano alcune criticità in termini di carico: l’intero sistema gas, sarà quindi chiamato a fornire una flessibilità sempre maggiore per garantire la stabilità della rete elettrica in un'ottica di sector coupling.

Il sistema del gas infatti può contare su infrastrutture di trasporto, distribuzione e stoccaggio già esistenti e in grado di garantire al sistema energetico flessibilità, programmabilità ed economicità.

GAS E INNOVAZIONE TECNOLOGICA PER CONTRASTARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Power to Gas
La rete del gas naturale può svolgere un ruolo essenziale per gestire i volumi sempre crescenti di energia ottenuta da fonti rinnovabili. L’elettricità in eccedenza prodotta da centrali solari o eoliche, può essere infatti convertita in idrogeno con un processo di elettrolisi e, successivamente arricchito di CO2, permette di ottenere un syngas da immettere nella rete. Si eviterebbero così i costi di investimento in nuove infrastrutture per la trasmissione, la distribuzione e lo stoccaggio di energia elettrica.

In Italia, per più di 70 anni, si è distribuito nelle città senza problemi particolari il cosiddetto “gas di città”, costituito da miscele con una percentuale di idrogeno del 50%. L’Europa è molto attenta alla nuova tecnologia che è già stata inclusa nel programma nazionale energetico tedesco.


Pompe di Calore a Gas
È una tecnologia che consente di combinare i molteplici vantaggi del gas naturale al principio di funzionamento di una pompa di calore. Grazie allo sfruttamento del calore ambiente, rinnovabile e gratuito, è infatti possibile migliorare ulteriormente il rendimento rispetto alle normali caldaie a gas a condensazione.

Il rendimento indica l’energia utile prodotta a partire dall’energia del gas utilizzata. Quello già ottimo di una caldaia a condensazione pari a circa il 110%, con le pompe di calore a gas può arrivare fino al 170%.

 

Idrogeno
Snam, per dare forma ai risultati degli studi e delle ricerche condotte a livello nazionale e internazionale nel campo dell’idrogeno, ha creato una nuova business unit dedicata all’idrogeno, con l’obiettivo di valutare possibili progetti pilota e contribuire allo sviluppo della filiera.

Parallelamente, proseguiranno gli studi sull’adeguamento delle infrastrutture di compressione e stoccaggio e sul ruolo dell’idrogeno nel futuro sistema energetico anche in un’ottica di collaborazione tra settori diversi (sector coupling), quali ad esempio quello elettrico e quello del gas.
In particolare, nell’aprile 2019, Snam ha sperimentato l’immissione di un mix di idrogeno al 5% e gas naturale nella propria rete di trasmissione, replicando l’esperimento a dicembre, nel medesimo tratto di rete, portando al 10% il quantitativo di idrogeno.

La rete nazionale dei gasdotti contribuisce a soddisfare la domanda energetica del paese

Il gas immesso in rete nel 2020 risulta complessivamente pari a 69,97 miliardi di metri cubi, in riduzione di 5,40 miliardi di metri cubi rispetto al 2019 (-7,2%).

La capacità complessiva di stoccaggio al 31 dicembre 2020, comprensiva dello stoccaggio strategico, risulta pari a 17,0 miliardi di metri cubi (invariata rispetto al 2019), di cui 12,5 miliardi di metri cubi relativi a capacità disponibile, interamente conferita per l’anno termico 2020-2021, e 4,5 miliardi di metri cubi relativi allo stoccaggio strategico.
I volumi di gas movimentati nel Sistema di stoccaggio nell’esercizio 2020 ammontano a 19,60 miliardi di metri cubi, in aumento di 0,27 miliardi di metri cubi, pari all’1,40%, rispetto all’esercizio 2019. Le maggiori erogazioni per far fronte alla riduzione delle immissioni nella rete nazionale sono state in parte compensate dalle minori iniezioni in stoccaggio.

Nel corso del 2020 presso il terminale GNL di Panigaglia (SP) sono stati rigassificati 2,52 miliardi di metri cubi di GNL (2,40 miliardi di metri cubi nel 2019; +5,0%) e sono state effettuate 60 discariche da navi metaniere (+3 discariche rispetto al 2019; +5,3%).

Il biometano oggi e domani

Il biometano è una fonte rinnovabile, flessibile, efficiente e programmabile, anche grazie alle infrastrutture di trasporto e stoccaggio esistenti, che si integra perfettamente e in maniera totalmente complementare rispetto alle altre fonti rinnovabili come solare e eolico.
Si ottiene, in impianti dedicati, dalla digestione anaerobica sia di sottoprodotti agricoli e agroindustriali sia della frazione organica dei rifiuti attraverso un processo di purificazione del biogas.
Il biometano può essere già oggi immesso nella rete e utilizzato in tutti i settori in cui il gas è presente. Proprio in quanto energia rinnovabile, il 2 marzo 2018, il governo italiano ha emanato un Decreto Ministeriale che incentiva l’utilizzo del biometano come combustibile per l’autotrasporto.

Uno studio Ecofys promosso dall’associazione Gas for Climate, di cui Snam fa parte, ha stimato che lo sfruttamento del gas rinnovabile potrebbe portare un risparmio complessivo a livello europeo di circa 140 miliardi di euro all’anno entro il 2050, rispetto ad uno scenario che escluda l’utilizzo del biometano.

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Consulta i dati operativi della rete di trasporto nazionale contenuti nella Relazione Finanziaria 2020

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Scopri come Snam gestisce le proprie emissioni

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ultimo aggiornamento
29 aprile 2021 - 11:52 CEST