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Snam e l'idrogeno

 

La prospettiva di Snam, al 2050, è di trasportare gas interamente decarbonizzato (non solo idrogeno ma anche biometano), contribuendo a rafforzare il ruolo dell'Italia come un hub europeo, anche nell'ottica di export di energia pulita verso il Nord Europa. Il 50% dei circa 7,4 miliardi di euro del piano industriale della società 2020-2024 sono dedicati alla sostituzione e sviluppo degli asset secondo standard compatibili anche con l'idrogeno. A oggi la società stima che oltre il 70% dei tubi dei propri metanodotti siano pronti a trasportare idrogeno. Snam ha inoltre adottato una nuova normativa interna per l'approvvigionamento affinché tutti i materiali dei nuovi tratti di rete siano in grado, senza aggravi di costo, di trasportare non solo gas naturale e biometano ma anche, in prospettiva e in linea con l'evoluzione del quadro regolatorio, percentuali crescenti di idrogeno fino al 100%.

Oltre a preparare la propria infrastruttura al trasporto e allo stoccaggio dell'idrogeno, Snam ha avviato delle partnership con vari operatori, nel rispetto della normativa unbundling, per mettere insieme le rispettive competenze e abilitare lo sviluppo della filiera a livello nazionale ed europeo. In primo luogo, la società sta lavorando con gli operatori ferroviari (FS Italiane e Ferrovie Nord), i fornitori di motrici (Alstom) e i fornitori di energia/utility (Eni, A2A ed Hera) per sviluppare infrastrutture di rifornimento per rendere possibile anche in Italia la mobilità ferroviaria a idrogeno.

Snam sta inoltre lavorando con soggetti che utilizzano la propria infrastruttura a monte e a valle per progetti e sperimentazioni finalizzati all'utilizzo dell'idrogeno per decarbonizzare alcuni processi industriali o la generazione elettrica (Tenaris ed Edison) e si sta posizionando sulle nuove tecnologie che potranno abilitare lo sviluppo dell'idrogeno (ITM Power, De Nora), in particolare gli elettrolizzatori.

 

Sperimentazioni

Ad aprile 2019, per prima in Europa, Snam ha sperimentato l'immissione di un mix di idrogeno al 5% in volume e gas naturale nella propria rete di trasmissione. La sperimentazione, che ha avuto luogo con successo a Contursi Terme, in provincia di Salerno, ha comportato la fornitura, per circa un mese, di H2NG (miscela idrogeno-gas) a due imprese industriali della zona, un pastificio e un'azienda di imbottigliamento di acque minerali. L'iniziativa ha avuto risalto a livello internazionale, con articoli e reportage dedicati da Bloomberg, Financial Times e New York Times. La sperimentazione di Contursi è stata replicata a dicembre 2019, raddoppiando la percentuale di idrogeno in volume al 10%.

Applicando la percentuale del 10% di idrogeno al totale del gas trasportato annualmente da Snam, se ne potrebbero immettere ogni anno in rete 7 miliardi di metri cubi, un quantitativo equivalente ai consumi annui di 3 milioni di famiglie e che consentirebbe di ridurre le emissioni di anidride carbonica di 5 milioni di tonnellate.

Nel 2020, inoltre, Snam ha testato la prima turbina "ibrida" a idrogeno al mondo progettata per un'infrastruttura di trasporto del gas naturale. La turbina, prodotta da Baker Hughes in Italia e alimentata fino al 10% a idrogeno, sarà installata entro il 2021 nell'impianto di spinta di Snam a Istrana, in provincia di Treviso.

L'azienda è oggi impegnata nella verifica della piena compatibilità delle sue infrastrutture con crescenti quantitativi di idrogeno miscelato con gas naturale, nonché nel supporto allo sviluppo della filiera italiana, per favorire l'utilizzo di idrogeno in molteplici settori, dall'industria ai trasporti. Attualmente circa il 70% dei tubi dei metanodotti di Snam sono compatibili con l'idrogeno.

 

Snam: per la prima volta in Europa fornitura di idrogeno misto a gas naturale su rete di trasmissione a utenti industriali

Snam: immissione sperimentale di idrogeno a Contursi raddoppiata al 10%

Snam testa con Baker Hughes la prima turbina “ibrida” a idrogeno al mondo per una rete gas

 

I tre pillar

 

Nell'ottica di guidare la transizione energetica verso un maggiore utilizzo dell'idrogeno, Snam sta agendo da leader portando avanti la sua vision basandosi su tre pillar fondamentali:

Asset readiness

Valutare la compatibilità dell'infrastruttura esistente per quanto riguarda il trasporto di idrogeno, con focus su:

  • stoccaggio
  • trasporto
  • misura
  • stazioni di compressione

Sviluppo della catena del valore

Definire la strategia per favorire la crescita di tutte le fasi della value chain, con focus su:

  • Condurre progetti pilota per aumentare la produzione e l'utilizzo di H2, tramite partnership strategiche nelle industrie hard-to-abate (e.g. acciaierie, raffinerie, altri industriali energivori, mobility...)
  • Scouting per opportunità di investimento in tecnologie innovative (fuel cell, produzione e stoccaggio di idrogeno)

System design

Definire la tabella di marcia per l'integrazione dell'idrogeno nel sistema energetico esistente con focus su:

  • Evoluzione del framework regolatorio
  • Analisi di scenari a medio-lungo termine del ruolo dell'idrogeno nell'energy mix

 

Ricerca e sviluppo

 

Nell'ambito delle iniziative internazionali finalizzate allo sviluppo dell'idrogeno, Snam ha firmato un Memorandum of Understanding con Mubadala Investment Company con l'obiettivo di collaborare su iniziative congiunte di investimento e sviluppo sull'idrogeno e ha contribuito alla nascita di una coalizione con altre sei aziende di vari paesi e vari settori (Iberdrola, Orsted, Yara, Envision, ACWA Power, CWP Renewables) e aperta ad altri soggetti in vista della COP26, la cui missione è stimolare la realizzazione di nuovi progetti di idrogeno verde a livello globale e contribuire più rapidamente a ridurne i costi.

Snam fa parte della Clean Hydrogen Alliance avviata a livello europeo per supportare la strategia della Commissione Ue che fa leva sull'idrogeno per realizzare il Green Deal azzerando le emissioni nette di CO2 nel continente entro il 2050.

La società partecipa anche a numerosi tavoli istituzionali e associativi dedicati all'idrogeno in ambito nazionale e internazionale. A livello europeo è membro anche di Hydrogen Europe, mentre in Italia è rappresentata nell’associazione di categoria H2IT - Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile.

A livello globale, l'azienda fa parte dell’Hydrogen Council, iniziativa lanciata nel 2017 al World Economic Forum di Davos per creare una coalizione di aziende leader nei rispettivi settori impegnate ad accelerare gli investimenti nell'idrogeno.

Secondo uno studio condotto da Navigant e commissionato dal consorzio europeo Gas for Climate, di cui fa parte anche Snam, il nostro continente ha un potenziale di produzione di idrogeno e biometano pari a 270 miliardi di metri cubi al 2050, che porterebbero a una piena decarbonizzazione con risparmi economici per 217 miliardi di euro annui rispetto a uno scenario energetico che non preveda l’utilizzo di gas. Un'altra ricerca, condotta da Snam in collaborazione con McKinsey, ha evidenziato che l’idrogeno potrebbe soddisfare al 2050 circa un quarto dei consumi finali di energia in Italia (fino a 22 miliardi di metri cubi equivalenti) in uno scenario di profonda decarbonizzazione.

Nell'ambito della ricerca, Snam collabora anche con la Fondazione Bruno Kessler, che elabora studi sulle tecnologie destinate a rivoluzionare la produzione di idrogeno pulito nel prossimo futuro, rendendolo parte integrante della soluzione di lungo termine per un sistema energetico carbon neutral. La società, infine, ha firmato un accordo di ricerca e sviluppo con il Politecnico di Bari per realizzare un prototipo di rete energetica autonoma basata sull'utilizzo di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili.

 

Studio Ambrosetti-Snam, H2 Italy 2050: una filiera nazionale dell’idrogeno per la crescita e la decarbonizzazione dell’Italia

L'Italia può utilizzare a suo vantaggio l'idrogeno sia per raggiungere i target di decarbonizzazione sia per creare nuove forme di competitività industriale, facendo leva sul proprio potenziale manifatturiero e sulle proprie competenze nella filiera del gas naturale. È quanto emerge dallo studio H2 Italy 2050: una filiera nazionale dell'idrogeno per la crescita e la decarbonizzazione dell'Italia, realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Snam per esaminare per la prima volta le potenzialità della filiera italiana dell'idrogeno.

I contenuti dello studio sono stati presentati il 5 settembre 2020 nell'ambito del Forum di The European House – Ambrosetti, in una conferenza stampa cui hanno preso parte Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti, Marco Alverà, Amministratore Delegato di Snam, ed Esko Aho, già primo ministro della Finlandia ed esperto di innovazione, in rappresentanza dell'Advisory Board della ricerca, di cui fanno parte anche Steve Angel, CEO di Linde, Suzanne Heywood, Chairman and Acting CEO di CNH Industrial, Francesco Profumo, Presidente di Compagnia di San Paolo, e Paolo Borzatta, Board Member di The European House - Ambrosetti.

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THE HYDROGEN CHALLENGE - 2019 Global ESG Conference

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ultimo aggiornamento
09 luglio 2021 - 09:54 CEST