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Snam e l'idrogeno

 

Snam, una delle principali aziende di infrastrutture energetiche al mondo, è fortemente impegnata nella transizione energetica, con investimenti per 1,4 miliardi di euro al 2023 (nell'ambito di un piano complessivo da 6,5 miliardi) dedicati al programma SnamTec (Tomorrow's Energy Company) e destinati all'aumento dell'efficienza e all'abbattimento delle emissioni, all'innovazione e a nuove attività come l'efficienza energetica, la mobilità sostenibile e i gas rinnovabili. Rientrano in quest'ultimo filone le iniziative di ricerca e sviluppo avviate nel mercato dell'idrogeno, che può rappresentare la chiave di volta nella lotta al cambiamento climatico. Nel 2019 Snam ha costituito un'unità di business dedicata specificamente all'idrogeno e nel 2020 ha avviato collaborazioni sull'idrogeno con RINA e Alstom, rispettivamente nell'ambito industriale e in quello dei trasporti ferroviari.

Snam e RINA insieme per accelerare lo sviluppo dell'idrogeno

Alstom e Snam: accordo per lo sviluppo dei treni a idrogeno in Italia

 

Sperimentazioni

Ad aprile 2019, per prima in Europa, Snam ha sperimentato l'immissione di un mix di idrogeno al 5% in volume e gas naturale nella propria rete di trasmissione. La sperimentazione, che ha avuto luogo con successo a Contursi Terme, in provincia di Salerno, ha comportato la fornitura, per circa un mese, di H2NG (miscela idrogeno-gas) a due imprese industriali della zona, un pastificio e un'azienda di imbottigliamento di acque minerali. L'iniziativa ha avuto risalto a livello internazionale, con articoli e reportage dedicati da Bloomberg, Financial Times e New York Times. La sperimentazione di Contursi è stata replicata a dicembre 2019, raddoppiando la percentuale di idrogeno in volume al 10%.

Applicando la percentuale del 10% di idrogeno al totale del gas trasportato annualmente da Snam, se ne potrebbero immettere ogni anno in rete 7 miliardi di metri cubi, un quantitativo equivalente ai consumi annui di 3 milioni di famiglie e che consentirebbe di ridurre le emissioni di anidride carbonica di 5 milioni di tonnellate.

Nel 2020, inoltre, Snam ha testato la prima turbina "ibrida" a idrogeno al mondo progettata per un'infrastruttura di trasporto del gas naturale. La turbina, prodotta da Baker Hughes in Italia e alimentata fino al 10% a idrogeno, sarà installata entro il 2021 nell'impianto di spinta di Snam a Istrana, in provincia di Treviso.

L'azienda è oggi impegnata nella verifica della piena compatibilità delle sue infrastrutture con crescenti quantitativi di idrogeno miscelato con gas naturale, nonché nel supporto allo sviluppo della filiera italiana, per favorire l'utilizzo di idrogeno in molteplici settori, dall'industria ai trasporti. Attualmente circa il 70% dei tubi dei metanodotti di Snam sono compatibili con l'idrogeno.

 

Snam: per la prima volta in Europa fornitura di idrogeno misto a gas naturale su rete di trasmissione a utenti industriali

Snam: immissione sperimentale di idrogeno a Contursi raddoppiata al 10%

Snam testa con Baker Hughes la prima turbina “ibrida” a idrogeno al mondo per una rete gas

 

I tre pillar

 

Nell'ottica di guidare la transizione energetica verso un maggiore utilizzo dell'idrogeno, Snam sta agendo da leader portando avanti la sua vision basandosi su tre pillar fondamentali:

Asset readiness

Valutare la compatibilità dell'infrastruttura esistente per quanto riguarda il trasporto di idrogeno, con focus su:

  • stoccaggio
  • trasporto
  • misura
  • stazioni di compressione

Sviluppo della catena del valore

Definire la strategia per favorire la crescita di tutte le fasi della value chain, con focus su:

  • Condurre progetti pilota per aumentare la produzione e l'utilizzo di H2, tramite partnership strategiche nelle industrie hard-to-abate (e.g. acciaierie, raffinerie, altri industriali energivori, mobility...)
  • Scouting per opportunità di investimento in tecnologie innovative (fuel cell, produzione e stoccaggio di idrogeno)

System design

Definire la tabella di marcia per l'integrazione dell'idrogeno nel sistema energetico esistente con focus su:

  • Evoluzione del framework regolatorio
  • Analisi di scenari a medio-lungo termine del ruolo dell'idrogeno nell'energy mix

 

Ricerca e sviluppo

 

Snam fa parte della Clean Hydrogen Alliance avviata a livello europeo per supportare la strategia della Commissione Ue che fa leva sull'idrogeno per realizzare il Green Deal azzerando le emissioni nette di CO2 nel continente entro il 2050.

La società partecipa anche a numerosi tavoli istituzionali e associativi dedicati all'idrogeno in ambito nazionale e internazionale. A livello europeo è membro anche di Hydrogen Europe, mentre in Italia è rappresentata nell’associazione di categoria H2IT - Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile.

A livello globale, l'azienda fa parte dell’Hydrogen Council, iniziativa lanciata nel 2017 al World Economic Forum di Davos per creare una coalizione di aziende leader nei rispettivi settori impegnate ad accelerare gli investimenti nell'idrogeno.

Secondo uno studio condotto da Navigant e commissionato dal consorzio europeo Gas for Climate, di cui fa parte anche Snam, il nostro continente ha un potenziale di produzione di idrogeno e biometano pari a 270 miliardi di metri cubi al 2050, che porterebbero a una piena decarbonizzazione con risparmi economici per 217 miliardi di euro annui rispetto a uno scenario energetico che non preveda l’utilizzo di gas. Un'altra ricerca, condotta da Snam in collaborazione con McKinsey, ha evidenziato che l’idrogeno potrebbe soddisfare al 2050 circa un quarto dei consumi finali di energia in Italia (fino a 22 miliardi di metri cubi equivalenti) in uno scenario di profonda decarbonizzazione.

Nell'ambito della ricerca, Snam collabora anche con la Fondazione Bruno Kessler, che elabora studi sulle tecnologie destinate a rivoluzionare la produzione di idrogeno pulito nel prossimo futuro, rendendolo parte integrante della soluzione di lungo termine per un sistema energetico carbon neutral. La società, infine, ha firmato un accordo di ricerca e sviluppo con il Politecnico di Bari per realizzare un prototipo di rete energetica autonoma basata sull'utilizzo di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili.

 

Studio Ambrosetti-Snam, H2 Italy 2050: una filiera nazionale dell’idrogeno per la crescita e la decarbonizzazione dell’Italia

L'Italia può utilizzare a suo vantaggio l'idrogeno sia per raggiungere i target di decarbonizzazione sia per creare nuove forme di competitività industriale, facendo leva sul proprio potenziale manifatturiero e sulle proprie competenze nella filiera del gas naturale. È quanto emerge dallo studio H2 Italy 2050: una filiera nazionale dell'idrogeno per la crescita e la decarbonizzazione dell'Italia, realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Snam per esaminare per la prima volta le potenzialità della filiera italiana dell'idrogeno.

I contenuti dello studio sono stati presentati il 5 settembre 2020 nell'ambito del Forum di The European House – Ambrosetti, in una conferenza stampa cui hanno preso parte Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti, Marco Alverà, Amministratore Delegato di Snam, ed Esko Aho, già primo ministro della Finlandia ed esperto di innovazione, in rappresentanza dell'Advisory Board della ricerca, di cui fanno parte anche Steve Angel, CEO di Linde, Suzanne Heywood, Chairman and Acting CEO di CNH Industrial, Francesco Profumo, Presidente di Compagnia di San Paolo, e Paolo Borzatta, Board Member di The European House - Ambrosetti.

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Innovazione e sostenibilità: Politecnico di Bari e Snam sperimentano una rete a idrogeno verde

Il rettore Cupertino e l’amministratore delegato Alverà firmano un accordo di ricerca e sviluppo. Il prototipo sarà realizzato nell’ateneo e sarà base di studio per un utilizzo commerciale.

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THE HYDROGEN CHALLENGE - 2019 Global ESG Conference

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ultimo aggiornamento
08 settembre 2020 - 18:09 CEST