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Esercizio in sovrappressione

Esercizio in sovrappressione

La gestione dei giacimenti in sovrappressione è una pratica consolidata a livello internazionale, che presenta notevoli benefici.

Lo stoccaggio in giacimenti depletati ha una lunga storia, iniziata circa un secolo fa, e la gestione dei giacimenti in sovrappressione è una pratica consolidata a livello internazionale da più di 60 anni, che presenta notevoli benefici poiché consente, con incrementi limitati di pressione, un sensibile aumento dei volumi movimentabili. Il superamento della pressione originaria del giacimento per gli stoccaggi realizzati nei giacimenti esauriti è una prassi diffusa negli Stati Uniti e, ancor più, in Canada; in questi Paesi la quota di giacimenti esauriti eserciti in sovrappressione si attesta su valori rispettivamente del 50% e del 92%.

 

Nel panorama europeo la gestione dello stoccaggio in condizioni di sovrappressione in giacimenti depletati riconvertiti è stata diffusamente adottata negli ultimi 20 anni e risulta ad oggi largamente diffusa. Attualmente, in relazione ai dati disponibili, la pressione iniziale viene superata in 18 impianti di stoccaggio su 75 (non sono disponibili dati su 33 impianti di stoccaggio).

 

Le caratteristiche dei giacimenti di Ripalta, Sergnano e Settala, caratterizzati da una potente roccia di copertura costituita dalle Argille del Santerno, compatte e impermeabili, fanno di tali giacimenti dei campi di stoccaggio idonei alla gestione a pressioni superiori rispetto a quella iniziale di scoperta, come confermato dalle attività di sperimentazioni.

 

Nell'ambito del piano di potenziamento del sistema degli stoccaggi, il giacimento di Ripalta è stato selezionato fra quelli potenzialmente idonei per l'esercizio del giacimento in regime di sovrappressione (P>Pi). In tale prospettiva sono state eseguiti studi e attività atti a verificare l'effettiva idoneità ed il limite massimo di pressione ammissibile, fra cui in particolare:

  • acquisizione di un rilievo geofisico 3D per la definizione di elementi di carattere geologico-strutturale;
  • perforazione del pozzo geognostico Ripalta 63 dir, con acquisizione di un set completo di log elettrici, esecuzione di prove in situ e prelievo di carote di fondo per caratterizzazione della formazione argillosa di copertura;
  • esecuzione di uno studio geomeccanico per definire il limite massimo di pressione ammissibile;
  • esecuzione, a seguito di specifiche autorizzazioni rilasciate dal Ministero dello Sviluppo Economico, di prove sperimentali di iniezione fino ad una pressione massima del 110%Pi (cicli di iniezione 2009/2010 e 2010/2011), con associate attività di monitoraggio (misura delle pressioni di giacimento in pozzi dedicati, log di saturazione in gas-acqua in pozzo dedicato, movimenti del suolo tramite interpretazione di immagini da satellite).
 

I principali dati emersi dall'analisi di tali monitoraggi hanno dimostrato l'idoneità del campo di Ripalta all'esercizio in sovrapressione fino ad una pressione massima del 110% della pressione originaria di scoperta.

A seguito dei risultati positivi conseguiti durante l'attività di sperimentazione, Stogit ha richiesto, con apposita istanza del 4 ottobre 2012 ai sensi del D.M. 4 febbraio 2011, l'autorizzazione all'esercizio permanente fino ad una pressione massima di giacimento pari al 110% della pressione originaria di scoperta, congiuntamente alla presentazione dell'Istanza per l'avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con Decreto 0000089 del 7.4.2017, ha sancito la compatibilità ambientale del progetto.

Nell'ambito del piano di potenziamento del sistema degli stoccaggi, il giacimento di Sergnano è stato selezionato fra quelli potenzialmente idonei per l'esercizio del giacimento in regime di sovrappressione (P>Pi). In tale prospettiva sono state eseguiti studi e attività atti a verificare l'effettiva idoneità ed il limite massimo di pressione ammissibile, fra cui in particolare:

  • acquisizione di un rilievo geofisico 3D per la definizione di elementi di carattere geologico-strutturale;
  • perforazione del pozzo geognostico Sergnano 45 dir, con acquisizione di un set completo di log elettrici, esecuzione di prove di fratturazione in situ e prelievo di carote di fondo per caratterizzazione della formazione argillosa di copertura;
  • esecuzione di uno studio geomeccanico per definire il limite massimo di pressione ammissibile;
  • esecuzione, a seguito di specifiche autorizzazioni rilasciate dal Ministero dello Sviluppo Economico, di prove sperimentali di iniezione fino ad una pressione massima del 105%Pi (cicli di iniezione 2008/2009, 2009/2010 e 2010/2011), con associate attività di monitoraggio (misura delle pressioni di giacimento in pozzi dedicati, log di saturazione in gas-acqua in pozzo dedicato, movimenti del suolo tramite interpretazione di immagini da satellite).
 

I principali dati emersi dall'analisi di tali monitoraggi hanno dimostrato l'idoneità del campo di Sergnano all'esercizio in sovrapressione fino ad una pressione massima del 105% della pressione originaria di scoperta.

A seguito dei risultati positivi conseguiti durante l'attività di sperimentazione, Stogit ha richiesto con apposita istanza l'autorizzazione all'esercizio permanente fino ad una pressione massima di giacimento del 105% della pressione originaria di scoperta. In seguito, in data 3 maggio 2011, è stata presentata Istanza per l'avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale al Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, conclusa con parere favorevole rilasciato con decreto Prot. DVA–DEC-2012-0000532 del 15 ottobre 2012.

Nell'ambito del piano di potenziamento del sistema stoccaggi, il campo di Settala è stato individuato per l'esercizio sperimentale del giacimento in regime di sovrappressione (P>Pi). A tal fine, già a partire dal 2002, sono state svolte le attività atte a verificare l'idoneità ed il limite massimo di pressione ammissibile, fra cui:

  • acquisizione del rilievo geofisico 3D sopracitato per la definizione di elementi di carattere geologico-strutturale;
  • perforazione del pozzo geognostico Brazzuto 2 dir, con acquisizione di un set completo di log elettrici, esecuzione di prove di fratturazione in situ e prelievo di carote di fondo per caratterizzazione della formazione argillosa di copertura;
  • esecuzione di uno studio geomeccanico per definire il limite massimo di pressione ammissibile;
  • attività di monitoraggio durante la fase sperimentale di iniezione in regime di sovrappressione.
 

I principali dati emersi dall'analisi di tali studi hanno evidenziato come limite operativo di sovrapressione applicabile al sistema copertura - roccia serbatoio del campo di Settala il 107% della pressione statica originaria di scoperta.

A seguito dei risultati positivi conseguiti durante l'attività di sperimentazione, il giacimento di Settala è stato autorizzato all'esercizio permanente fino ad una pressione massima di giacimento del 107% della pressione originaria di scoperta, con decreti rilasciati dal Ministero dell'Ambiente, del Territorio e del Mare (prot. DVA – DEC0000002 del 27 gennaio 2010) e dal Ministero dello Sviluppo Economico (prot. n° 00119355 del 25 ottobre 2010).

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ultimo aggiornamento
10 luglio 2020 - 13:29 CEST